Gianluca Coghetto: prima capitano del Verbano poi sindaco di Besozzo
Puntata numero 19 per il podcast di VareseNews e Radio Materia "Figli di un gol Minore" con l'ex difensore che oggi riporta gli insegnamenti del pallone anche nell'amministrazione comunale
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
La vita calcistica di Gianluca Coghetto comincia con un’immagine d’altri tempi: un bambino di dieci anni che si presenta al provino del Bosto a indossando una maglietta della Roma, di quelle che si trovavano in regalo nelle confezioni delle merendine. «Ero tutto emozionato, mi misi in fila con il mio documento sul campo spelacchiato di Giubiano», ricorda Gianluca, che dopo aver ricevuto a casa la sognata lettera di selezione, iniziò un percorso che lo avrebbe portato a diventare un pilastro del calcio locale. Sebbene si fosse inizialmente spacciato per un’ala destra, la sua natura lo ha presto trasformato in un libero tecnico e carismatico, capace di sopperire alla mancanza di un fisico imponente con il tempismo e la lettura del gioco. Il suo nome resta legato a doppio filo a quello del Verbano, club in cui ha militato dall’87 al ’96 attraversando epoche diverse, dove il calcio si mescolava alla vita quotidiana del paese. «Silvio Soldà ci faceva camminare per il paese prima di pranzare la domenica, e alla fine chiedeva: qualcuno vuole un amaro? Era un modo diverso di fare gruppo, un attaccamento locale che mi è rimasto dentro».
Dopo aver esplorato il fronte piemontese grazie a un’esperienza alla Sestese che gli aprì le porte di realtà come Castelletto e Bellinzago, Coghetto ha vissuto una seconda giovinezza calcistica tornando nel “suo” Verbano sotto la gestione Barbarito. In quegli anni ha visto il calcio cambiare, passando dai campi gibbosi e pesanti di una volta — “quelli che ti aiutavano a sviluppare sensibilità e tecnica” — alla velocità e alla prestanza fisica dei giorni nostri. Oggi, quella stessa attitudine al comando e quella capacità di leggere le situazioni che lo rendevano un libero invalicabile, Gianluca le mette al servizio della comunità come Sindaco di Besozzo. «Oggi spetta a me indossare la fascia di capitano del comune, ma i risultati si ottengono solo con il lavoro di squadra», spiega, sottolineando come l’esperienza amministrativa sia la naturale evoluzione di una vita passata a gestire le dinamiche di uno spogliatoio. Anche come genitore di due giovani difensori, Francesco e Filippo, Gianluca mantiene lo spirito del capitano esigente: «I miei figli dicono che sono un padre pesantissimo, ma lo sport deve darti un metodo. Per raggiungere un risultato bisogna sudare, e io cerco solo di metterli davanti alla realtà».
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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