Successo per la compagnia “Dove osano le aquile” al Teatro dell’Oratorio di Ravello
“L’è un bravu fiö …pecà che l’è un terun” è una delle prime commedie scritte e dirette dall’insegnante Anna Maria Pignataro per la Compagnia, che ormai sta per compiere il suo ventesimo compleanno
Successo per “L’è un bravu fiö …pecà che l’è un terun”, della Compagnia Teatrale “Dove osano le aquile” andato in scena alla sala teatro dell’Oratorio di Ravello. Anche questa volta, la Compagnia nata all’interno dell’Istituto Comprensivo di Via IV Novembre di Parabiago, ha avuto la soddisfazione del “tutto esaurito”.
“L’è un bravu fiö …pecà che l’è un terun” è una delle prime commedie scritte e dirette dall’insegnante Anna Maria Pignataro per la Compagnia, che ormai sta per compiere il suo ventesimo compleanno. Qualcuno dei protagonisti è cambiato, si sono aggiunti nuovi attori e qualcuno ha lasciato la Compagnia. Il risultato è oggi un gruppo veramente affiatato , che sul palco diverte il pubblico divertendosi . Anche la pièce negli anni è stata parzialmente modificata. La storia riprende con uno sguardo affettuoso e scanzonato i temi cari alla Compagnia: gli anni ’60, il boom economico, l’immigrazione dal Sud Italia, il cortile e i rapporti di vicinato, la famiglia, la tradizione e il nuovo che avanza. Oggi che l’immigrazione ci fa paura e sembra una minaccia alla nostra vita quotidiana, è giusto fermarsi a riflettere su altri periodi della nostra storia, quando gli emigranti eravamo noi, magari per non ricadere nei pregiudizi e negli errori del passato.
Ecco nelle parole di Maria Teresa Bertani, collaboratrice della Compagnia una sintesi delle riflessioni che sono valide oggi come lo erano negli anni ’60: “Partono con valigie di cartone piene di tante speranze, con il mare negli occhi; accompagnati da dialetti, culture e sapori diversi. Loro stessi diversi in un mondo dove il simile rassicura e il forestiero viene spesso dal paese vicino. Il diverso spiazza, scompagina la routine, obbliga a costruire nuovi equilibri. Allora occorre ampliare gli orizzonti perché il mondo è bello quando è vario e lo scontro deve diventare incontro”.
A fine spettacolo sul palco anche la preside dell’IC di Via IV Novembre Antonina Mirabile : “ E’ la prima volta che assisto ad uno spettacolo della Compagnia Teatrale “Dove osano le aquile” e devo dire che mi sono veramente divertita , non conosco il dialetto di Parabiago e quindi mi sono state più familiari le battute in dialetto siciliano. Gli attori sono stati veramente bravi, mi sono appassionata alle vicende del cortile ed ora sono pronta a comprendere anche il dialetto di questo angolo di Lombardia” .
La regista e attrice Anna Maria Pignataro ha presentato la Compagnia e ha commentato: “ Il Progetto Teatro è nato all’interno della Scuola Elementare. Lo spettacolo di questa sera è nato dalla proposta dell’Amministrazione Comunale di approfondire i caratteri identitari dei cittadini di Parabiago. La scelta è stata di parlare della tradizione ma anche dei “nuovi cittadini” che vengono ad arricchire il nostro territorio. Con gli anni lo spettacolo è stato modificato ma crediamo che il tema delle migrazioni sia quanto mai attuale anche se trattato in modo ironico e leggero”.
Il prossimo impegno della Compagnia sarà in marzo 2022 a Cerro Maggiore nell’ambito del progetto Anita Bollati ; verrà proposta la pièce “La pastiera” sempre della regista Anna Maria Pignataro .
Flavia Macchi










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