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Crisi a Parabiago, Ferrario: "Risultato di una gestione politica fallimentare"

La presidenza del consiglio comunale di Parabiago è andata a Anna Maria Cogliati, esponente del Partito Democratico. Dopo cinque convocazioni del consiglio e 60 votazioni è questo l'esito di una crisi di maggioranza che ha tenuto in pausa i lavori dell'aula per diverse settimane. E tra le voci critiche si alza quella di Luca Ferrario, consigliere della Lega, nonchè membro più votato dell'intero parlamentino cittadino alle elezioni amministrative del 2015 con 238 preferenze.

Ferrario non usa mezzi termini per definire quanto successo. Sui social - ironico - fa i complimenti a segretari dei partiti di maggioranza e sindaco «per l'ennesima figura di ...». L'elezione di Cogliati, ci racconta Ferrario, «non è altro che il risultato di una gestione fallimentare della politica».

Tutto nasce nel 2015, quando Ferrario viene escluso dalla giunta e non viene eletto presidente del consiglio comunale, suscitando malumori che si sono manifestati fin dalla prima seduta dell'aula. «Non perchè io volessi a tutti i costi fare il presidente del consiglio», spiega Ferrario, ma allora «saltarono gli equilibri. E in politica sono molto importanti. Se si parte con il piede sbagliato, è difficile raddrizzare successivamente, perchè i problemi iniziano a sommarsi». Tra i gesti più clamorosi che portarono a galla i problemi in maggioranza anche il voto contrario di tre consiglieri al bilancio comunale per via del previsto aumento delle tariffe alla RSA.

Ciò a cui i cittadini hanno assistito in queste ultime settimane in consiglio comunale, con votazioni anche surreali, assenze tra i banchi della stessa maggioranza e spaccature sul candidato alla presidenza del consiglio, dunque, secondo Ferrario, sarebbe sintomo di «un consiglio comunale che non riconosce più la giunta. Tutti ambiscono a qualsiasi ruolo se si ha una gestione politica di questo tipo. Se a suo tempo si fossero messe le persone idonee al posto giusto, forse, avremmo avuto davanti cinque anni senza problemi».

(Chiara Lazzati)