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Giunta Cucchi, crolla la maggioranza

La Giunta Cucchi non ha più la maggioranza. Cruciale il passaggio per la votazione del bilancio di previsione nel consiglio comunale di questa sera, venerdì 22 dicembre. Nove le mani alzate contro il documento, tra cui le tre dei consiglieri della Lega Nord Paolo Rimoldi, Stefania Zerbini e Luca Ferrario. A queste vanno ad aggiungersi le sei dei consiglieri di opposizione Christian Vitali (Movimento 5 Stelle) e dei consiglieri di centrosinistra Alessandra Ghiani, Laura Schirru, Anna Maria Cogliati, Giorgio Colombo e Edoardo Bollati. Astenuto, invece, Andrea Lotterio (Forza Italia), unico del suo partito a non partecipare al voto. Assente giustificato alla seduta di consiglio comunale Giorgio Pattarello, che al telefono con Legnanonews rassicura sul suo allineamento con la maggioranza e con il sindaco Cucchi.

La questione che ha fatto rompere lo schieramento di maggioranza, incrinato fin dai primi giorni di governo, é stato l'aumento delle tariffe di 5 euro giornalieri alla Rsa Casa del nonno. Il bilancio di previsione prevedeva tra le sue linee anche il passaggio della retta giornaliera della casa di riposo da 60 a 65 euro, per un aumento annuale di 1800 euro. Una cifra ritenuta inaccettabile dalle famiglie che hanno un loro caro ospite nella struttura. Lo scontento è stato manifestato più volte in questi giorni di consiglio comunale, sia mercoledì che oggi, venerdì 22, con interventi accesi da parte del pubblico in risposta alle dichiarazioni dei politici cittadini, fino ad arrivare all'esposizione di cartelli "No agli aumenti" in sala consiliare.

A rompere il ghiaccio durante la discussione della seduta, che si preannunciava tesa dopo quanto emerso mercoledì, è stato il consigliere leghista Luca Ferrario. «In qualità di consiglieri siamo espressione dei cittadini e non possiamo rimanere sordi di fronte alle loro istanze e alle loro lamentele - ha affermato Ferrario -. Sono stato assessore della giunta Borghi per cinque anni, dal 2010 al 2015 e nonostante la spada di Damocle del patto di stabilità non abbiamo aumentato di 5 euro le rette della casa di riposo. Son d'accordo che un aumento ci debba essere, per via dell'aumento del costo della vita ecc, ma passare di punto in bianco da 60 a 65 euro è la cosa giusta da fare verso queste famiglie? Immedesimiamoci nei familiari: si parla di un aumento di 150 euro al mese e 1800 all'anno. Votando questo bilancio facciamo la cosa giusta per Parabiago? Io non me la sento». Sulla stessa scia si è inserita la consigliera Zerbini, che ha rivendicato più volte a gran voce la sua assoluta contrarietà agli aumenti, fin dal principio. Più moderato il consigliere Rimoldi, che vista la situazione di rottura all'interno del partito di maggioranza parabiaghese ha proposto un rinvio del bilancio. Soluzione cassata.

A queste affermazioni ha risposto il sindaco Raffaele Cucchi, che stizzito ha ricordato a Ferrario come durante la giunta Borghi le rette fossero aumentate di 5,50 euro in 5 anni. Il primo cittadino ha poi incalzato i tre consiglieri leghisti "dissidenti", chiedendo come mai, se da sempre contrari a questi aumenti, non abbiano manifestato il loro malessere durante le riunioni di maggioranza, come non abbiano presentato emendamenti al bilancio o proposte per evitare questa manovra. D'accordo l'assessore ai servizi sociali Elisa Lonati: «Proporre un emendamento sarebbe stato molto più rispettoso che non essere assenti al consiglio comunale, senza far sapere nulla alla segreteria o al proprio partito». L'assessore ha poi aggiunto che gli aumenti sono stati decisi in condivisione con i consiglieri. E questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per il consigliere di maggioranza Andrea Lotterio (FI): «L'aumento è stato proposto dalla giunta. Ora l'assessore scarica la responsabilità sui consiglieri».

La bocciatura del bilancio di previsione non comporta lo sciogliemento del consiglio comunale. La giunta ha tempo fino al 28 di febbraio per ripresentare il documento. Sta di fatto che la maggioranza che sosteneva il governo Cucchi si è ormai spaccata. E questo lascia la strada aperta a diverse incognite.

(Chiara Lazzati)