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Salvini e industriali lombardi a confronto

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia, guidato da Marco Bonometti, ha incontrato a Milano il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini per un confronto sulla situazione politica e sulle esigenze delle imprese.

All’incontro ha partecipato anche il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Confindustria Alto MIlanese è stata rappresentata dal presidente Giuseppe Scarpa.

“Noi rappresentiamo l’Italia che produce, che lavora, che ha saputo resistere alla crisi investendo e innovando” - ha dichiarato Bonometti.  “Le nostre imprese pagano ogni anno ai 700.000 dipendenti circa 40 miliardi di euro di stipendi, pagano ogni anno circa un milione e centomila pensioni di vecchiaia dell’Inps, attraverso i 16 miliardi circa di contributi versati. Uccidere l’impresa sarebbe un atto di eutanasia per l’Italia, ed il governo ne assumerebbe la totale responsabilità anche verso le generazioni future. L’Italia è già gravemente ammalata di debito, per colpe antiche”

“La cura non può essere l’aumento del debito,” - ha detto ancora Bonometti. “Un aumento che la manovra produrrà con certezza, mentre le ricadute positive sono solo speranze, le cui fondamenta sono, peraltro, contestate praticamente da tutti, dal mondo finanziario al mondo scientifico, dalle Istituzioni mondiali al mondo del lavoro, con rara e significativa condivisione tra imprenditori e lavoratori.”

Bonometti ha chiesto buon senso e lungimiranza, “senza ancoraggi suicidi al contratto. Così come si è fatto per la flat tax, che pure era nel contratto, ma rinviata saggiamente a tempi migliori.”

Confindustria Lombardia ha ribadito al Vicepremier Salvini e al Governo la disponibilità manifestata dal Presidente di Confindustria Boccia a lavorare insieme sulle cose, per la soluzione di antichi problemi, per gli investimenti, per lo sviluppo, per il bene dell’Italia e della sua crescita.

“Una disponibilità importante,” ha sottolineato Bonometti, “perché viene da una Regione che produce il 22% del PIL e che sta muovendo i suoi primi passi verso l’autonomia, ancora tutta da definire. Una disponibilità che non è e non vuole essere di bandiera,” - ha concluso Bonometti - “perché quando soffiano venti di tempesta bisogna ammainare le bandiere e pensare a salvare i cittadini, le case ed i granai. E i granai del Paese di oggi e di domani sono le sue imprese”.