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Arrestati gli autori del duplice omicidio di Canegrate

Arrestati i killer del duplice omicidio di via Ancona a Canegrate nel quale sono deceduti due cugini di 29 e 36anni. Si tratta di tre fratelli che, con altri due complici sempre di origine albanese, hanno deciso di regolare i conti per questioni di traffico e spaccio di droga.

In totale sono cinque gli arresti effettuati dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano. Nello specifico, i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di cinque uomini di età compresa tra i 25 e i 39 anni. Gli indagati sono stati catturati a Altopascio (LU), Zagarolo (RM), e Lier (Belgio), dove si era erano stabiliti. Nel corso delle operazioni, è stata rinvenuta e sequestrata anche una delle pistole verosimilmente utilizzate nell'agguato. 

Ad avviare l’attività d’indagine, i Carabinieri della Compagnia di Legnano con il supporto del Comando di Monza. I militari, dopo il rinvenimento di due cadaveri a bordo di un’autovettura ribaltata e raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco, hanno subito capito che il fatto di sangue era maturato nel contesto di una faida per la gestione del territorio tra gruppi criminali impegnati nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. 

I militari hanno ricostruito i fatti di quella sera: il gruppo di fuoco, formato dai 5 soggetti, armati di almeno 2 pistole (una semiautomatica S&W cal. 40 e un revolver cal. 38) e di bastoni, aveva raggiunto, a bordo di 2 veicoli, le vittime in via Morbegno di Canegrate, sorprendendo questi ultimi fuori dall’auto. Nel salire a bordo per darsi alla fuga i 2 cugini erano stati raggiunti da almeno 11 proiettili. Mentre il 29enne, seduto sul sedile passeggero, era rimasto ucciso sul colpo, fatto segno nella regione scapolare sinistra, il 36enne, attinto nella zona cervicale destra, si era messo alla guida dell’utilitaria riuscendo a raggiungere la vicina via Ancona dove, dopo aver perso i sensi, si era schiantato contro un’autovettura in sosta. A seguito del forte urto l’auto si era ribaltata su di una fiancata. Dopo la sparatoria, due degli aggressori si sono messi all’inseguimento delle vittime fino al luogo del sinistro stradale, per accertarsi che fossero deceduti.

Nelle ore successive all’assassinio gli indagati avevano raccolto i propri averi in tutta fretta dalle rispettive abitazioni, nei comuni di San Giorgio di Legnano e Canegrate, per allontanarsi con le famiglie, recandosi dapprima in provincia di Piacenza e poi in provincia di Modena, ospitati da alcuni connazionali, nel tentativo di sottrarsi non solo alle indagini, ma anche alle regole del “Kanun”, codice consuetudinario medievale tuttora diffuso soprattutto nel nord dell’Albania (territorio d’origine sia delle vittime, sia degli indagati) e alternativo alla legge statale, che regola anche il sistema delle vendette di sangue, fissando il diritto di vendicare l’uccisione del proprio famigliare, colpendo i parenti maschi dell'assassino fino al terzo grado, purché di età superiore ai 14 anni.

Dopo una serie di spostamenti tra le province di Lucca, Roma, Modena, Pisa, Pistoia, il Belgio e l’Albania, gli indagati si sono stabiliti a Altopascio (LU), Zagarolo (RM), e Lier (Belgio), dove 4 di loro sono stati catturati. Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta e sequestrata una della pistole verosimilmente utilizzate nell’agguato.

Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, mentre il soggetto rintracciato in Belgio resta a disposizione delle autorità di quel Paese in attesa dell’estradizione.

(Gea Somazzi)