Nms, lavoratori senza stipendio: “Ma non è la solita crisi”
I 500 lavoratori del centro di ricerca oncologico sono preoccupati per il loro futuro...
Riceviamo e pubblichiamo
Oggi i dipendenti del Gruppo NMS hanno saputo che lo stipendio di febbraio sarà quantomeno ritardato.
Ciò che ci preoccupa non è il ritardo in sè, purtroppo già sperimentato per molti mesi negli ultimi anni, ma le notizie apparse sulla stampa negli ultimi 2/3 mesi ed in particolare in questi giorni, che descrivono un'azienda senza soldi e con l'acqua alla gola.
Oltre alle questioni riguardanti i bilanci non ancora depositati, e su cui non abbiamo elementi di giudizio oltre a quanto riportato dal Corriere della Sera, quello che ci preoccupa come lavoratrici e lavoratori è l'evidente contrasto tra la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB, proprietaria del Gruppo NMS) ed i vertici dell'azienda (Gruppo NMS) sul futuro del Centro Ricerche.
Quello che ci colpisce è che, dopo una faticosa risalita dal disastro lasciato dalla precedente gestione 2004-2009 della CFIC (Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione), si precipiti di nuovo in una crisi grave proprio nel momento in cui i risultati aziendali stanno decisamente cambiando verso.
Per quanto riguarda i bilanci, le consulenze e gli stipendi dei top manager non siamo noi a dover giudicare ma Regione Lombardia, FRRB e altre istituzioni o enti.
Ci importa invece rimarcare che:
almeno 5 potenziali farmaci oncologici innovativi sono stati dati in licenza ad aziende internazionali negli ultimi due anni per essere sviluppati. Queste licenze, che hanno già realizzato i primi incassi, stanno portando a concreti risultati clinici in vari tipi di tumore e hanno buone probabilità di essere commercializzati con successo;
le società operative del gruppo hanno aumentato il fatturato e hanno in corso numerose attività per conto di importanti aziende farmaceutiche;
i finanziamenti di Regione Lombardia di questi anni sono stati erogati a fronte di attività rendicontate per ricerche di interesse degli ospedali delle Reti Oncologica e Ematologica Lombarde.
Sottolineiamo anche che in caso di mancata approvazione e deposito dei bilanci 2013 e 2014 si andranno a perdere circa 50 milioni € di rimborsi dal MIUR per attività già svolte negli anni passati che servirebbero a ridurre fortemente il debito con Unicredit.
Dopo le recenti dichiarazioni di supporto al Gruppo NMS da parte di vari assessori regionali, chiediamo alle Istituzioni ed alla politica lombarda di adoperarsi per chiarire definitivamente la "questione Nerviano", la sua governance ed il suo progetto scientifico-industriale.
Sarebbe folle sprecare un pezzo unico ed importante del sistema della ricerca biomedica italiana, su cui Regione Lombardia ha già ampiamente investito, e perdere quasi 500 posti di lavoro qualificati tra tecnici e ricercatori in un paese che sempre più necessita di ricerca e innovazione.
Il Coordinamento delle RSU del Gruppo NMS










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