Achraf Lazaar: “L’arrivo a Venegono, la Primavera di Mangia e la Nazionale del Marocco. Varese è casa mia”
Protagonista della ventesima puntata del podcast "Figli di un gol Minore" è il mancino classe 1992 che si racconta dai primi allenamenti a Venegono fino ai progetti futuri per la città: "Mi sento in debito con la città, che per me è sempre un posto speciale. Voglio restituirle quello che mi ha dato"
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Achraf Lazaar, classe ’92, è il ritratto di chi ha saputo trasformare il talento puro in una carriera internazionale, partendo proprio dal cuore del Varesotto. Arrivato da Casablanca nel 2003, il suo primo impatto col calcio italiano avviene a Venegono, dove si presenta con la tuta verde del Raja Casablanca e un mancino che lascia subito a bocca aperta mister Cristian Caon. Il vero salto avviene però nelle giovanili del Varese, sotto l’ala protettiva di Giorgio Scapini, figura paterna fondamentale. La consacrazione arriva con la leggendaria Primavera di Devis Mangia: un gruppo “imbattibile” e unito da un’intesa quasi telepatica, capace di raggiungere finali storiche e di regalare a Lazaar la consapevolezza necessaria per il grande salto. Il debutto tra i professionisti è un concentrato di emozioni, culminato con il primo e unico gol in maglia biancorossa contro il Pontisola: un’esultanza carica di adrenalina rivolta a una curva vuota (per protesta), ma colma di gratitudine verso la città che lo ha adottato.
La scalata di Lazaar continua a Palermo, dove vince la Serie B e si confronta con il palcoscenico della Serie A, condividendo lo spogliatoio con campioni del calibro di Dybala e Vázquez. È proprio in Sicilia che Achraf “diventa uomo”, imparando a gestire la pressione e le sirene del mercato internazionale. La sua carriera è un viaggio globale che tocca il Newcastle di Benitez, il Portogallo, l’Australia e l’Oman, ma il legame più profondo resta quello con la nazionale del Marocco. Nonostante il rimpianto di aver rifiutato una convocazione in Coppa d’Africa — un errore di gioventù dettato da consigli sbagliati — Lazaar vanta una ventina di presenze ufficiali e sfide contro colossi come Brasile e Uruguay. Oggi, con lo sguardo rivolto al futuro e una carriera che lascia ancora porte aperte a nuove esperienze, Achraf non dimentica le sue radici: il suo obiettivo è restituire a Varese quanto ricevuto, attraverso progetti sociali, accademie sportive e borse di studio per togliere i ragazzi dalla strada, dimostrando che, anche dopo aver girato il mondo, il cuore batte sempre per i campi della provincia.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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