La Messa sul Carroccio apre il Palio di Legnano 2026: “Radicati nelle tradizioni ma con sguardo al futuro”
Dopo la messa sul Carroccio Piazza San Magno ha fatto da splendida cornice alla cerimonia d'investitura dei capitani, la benedizione dei cavalli e dei fantini e al volo propiziatorio delle colombe
Piazza San Magno gremita per la tradizionale Messa sul Carroccio che apre il giorno più atteso dell’anno da tutti i legnanesi e non solo, quello del Palio. Tanti i contradaioli accorsi per assistere a questo momento solenne al cui termine si sono tenute l’investitura religiosa dei capitani, partendo da quelli di nuova nomina (Riccardo Colombo di San Bernardino, Alessio Marinoni de La Flora e Stefano Battilana di Legnarello) le benedizioni dei fantini e dei cavalli che correranno al campo Mari nel tardo pomeriggio. Ad animare con i loro canti la Santa Messa il Coro Jubilate diretto dal maestro Paolo Alli.
Il Carroccio ha fatto ancora una volta da “palcoscenico” della cerimonia officiata da monsignor Angelo Cairati, prevosto e decano di Legnano, che nella sua omelia ha ricordato come questo sia un anno importante per il nostro Palio, che festeggia l’850° anniversario dalla Battaglia di Legnano. «Oggi – ha detto monsignor Angelo Cairati – noi ricordiamo gli 850 anni della battaglia di Legnano. Non stride, forse, rievocarla anche in una celebrazione eucaristica? La chiesa ha ormai abbandonato da tempo la teoria della “guerra giusta” evocata ancora, ai nostri giorni, da discutibili personaggi. Come allora, – ha continuato il monsignore – di fronte alla calata dell’esercito invasore, realtà diverse si unirono per impedire la distruzione della propria terra, così oggi questa memoria ci ricorda il dovere della solidarietà per il bene comune, affinché la barbarie, il sopruso e la prepotenza dei più forti non si radichi nei nostri luoghi di vita».
Le parole di monsignore in vista della gara
«Restiamo radicati nelle nostre tradizioni, ma con uno sguardo proiettato al futuro, per il bene delle nuove generazioni, che hanno bisogno della nostra virtuosa esemplarità. Essa si trasmette nel vissuto pratico, anche nello stile con cui anche oggi gareggerete, bandendo ogni volgarità e insulsa violenza, pur lasciando spazio alla legittima esultanza dei vincitori. Ogni forma educativa parte dal rispetto per l’altro che, anzitutto è un essere umano come me».
Al termine della cerimonia le colombe liberate da monsignor Angelo Cairati, dal cavaliere del Carroccio Andrea Monaci e dal supremo magistrato del Palio Lorenzo Radice sono volate in direzione delle contrade San Martino e San Domenico: non resta che aspettare l’estrazione delle batterie e la finale per verificare se il loro volo sia stato davvero premonitore.











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