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Dalle scoperte di Marie Curie alla radioprotezione negli ospedali: la storia delle radiazioni nel podcast “Tecnicamente”

Il professore di storia Marco Zaninelli, docente al Cannizzaro di Rho, è ospite del podcast “Tecnicamente” per raccontare la scoperta della radioattività, gli errori del passato e le regole che oggi proteggono pazienti e operatori sanitari. Tra curiosità storiche e aneddoti dalla Radiologia

Dal radio che Marie Curie, secondo alcune testimonianze, teneva sul comodino ai pazienti che si presentano in Radiologia con un litro di latte convinti di potersi depurare dalle radiazioni. La nuova puntata del podcast “Tecnicamente”,  progetto ideato da Letizia ed Eros, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica dell’Ospedale di Legnano, propone un viaggio tra storia, scienza e medicina. Ospite della puntata, pubblicata nei giorni scorsi, è Marco Zaninelli, professore di storia all’Istituto Cannizzaro di Rho. Il docente insieme ai conduttori Eros, Letizia e Marco ha ripercorso le tappe fondamentali della scoperta delle radiazioni. Un racconto su come è cambiato il rapporto dell’uomo con la radioattività e come gli errori del passato abbiano contribuito a costruire le regole di sicurezza applicate oggi negli ospedali.  «Un conto è scoprire un fenomeno, descriverlo e un conto è saperlo gestire – spiega il docente, ricordando il lavoro di Marie Curie e del marito Pierre – La genialità non significa saper controllare tutto».

Dalle Radium Girls a Chernobyl: gli errori del passato

Un tuffo nel passato a partire dalla fine dell’Ottocento, quando la scoperta della radioattività aprì nuove prospettive alla ricerca scientifica, ma senza che fossero ancora conosciuti tutti i pericoli legati all’esposizione. «Un conto è scoprire un fenomeno, descriverlo e un conto è saperlo gestire – spiega Zaninelli, ricordando il lavoro di Marie Curie e del marito Pierre -. La genialità non significa saper controllare tutto».
Tra gli aneddoti raccontati durante la puntata c’è quello del radio che la scienziata, secondo alcune fonti, conservava accanto al letto, affascinata dalla sua luminosità. Una testimonianza di quanto fosse diversa, all’epoca, la percezione del rischio. Anche i suoi quaderni di laboratorio, ricorda il professore, sono ancora oggi conservati con particolari precauzioni per la presenza di contaminazione radioattiva.

Ben più drammatica è la vicenda delle Radium Girls, le operaie americane che negli anni Dieci e Venti del Novecento dipingevano i quadranti degli orologi con vernici contenenti radio. Per rendere più precisa la punta dei pennelli, le lavoratrici erano solite portarli alla bocca, ingerendo così piccole quantità della sostanza radioattiva. «Qui abbiamo il caso della negligenza aziendale», sottolinea Zaninelli, ricordando come quella vicenda abbia contribuito a far emergere il problema della tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Generico 12 Oct 2026

Dalla bomba atomica a Chernobyl: come è cambiata la paura delle radiazioni

Il viaggio storico prosegue attraverso il Progetto Manhattan, le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki e gli esperimenti nucleari del dopoguerra, fino agli incidenti di Chernobyl del 1986 e Fukushima del 2011. Eventi che hanno profondamente influenzato l’immaginario collettivo, alimentando una paura legata anche alla natura invisibile delle radiazioni. «Le radiazioni sono qualcosa che non posso vedere», osserva Zaninelli, spiegando come proprio questa caratteristica abbia contribuito a rendere il rischio nucleare particolarmente difficile da percepire e comprendere. Non manca uno sguardo alla cultura popolare, dai film di Godzilla ai rifugi antiatomici, fino ai giochi scientifici degli anni Cinquanta che contenevano materiali radioattivi. Emerge così il rapporto contraddittorio tra il fascino esercitato dall’energia nucleare e il timore delle sue possibili conseguenze.

In Radiologia tra falsi miti e sicurezza

Non mancano gli aneddoti dalla quotidianità ospedaliera, come quello di un paziente arrivato per un esame con un litro di latte, convinto che potesse depurarlo dalle radiazioni, o di chi chiede più camici piombati per proteggersi. Episodi che diventano l’occasione per spiegare come funzionano oggi le misure di radioprotezione, dai dosimetri ai moderni macchinari capaci di modulare la dose di radiazioni durante gli esami diagnostici. «Il paziente va giustamente educato – sottolineano i conduttori -, gli va spiegato perché è un suo diritto e un nostro dovere».

Ma la radioattività non è soltanto sinonimo di pericolo. Il professore ricorda anche il suo contributo alla ricerca storica e archeologica, attraverso la datazione al carbonio-14, utilizzata per studiare reperti come la Sindone di Torino e Ötzi, la mummia ritrovata sulle Alpi.
Il messaggio conclusivo torna così al valore della conoscenza storica. «Tutti gli errori – osserva uno dei conduttori -. che sono stati fatti prima hanno portato adesso, in questo specifico nella branca radiologica, a capire quali sono le accortezze da seguire per la sicurezza».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 17 Ottobre 2026
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