Pace, libertà e democrazia: le parole della Pastasciutta antifascista in Valle Olona
Libri, musica, una mostra sulle donne della Resistenza e momenti di unità e riflessione: la pastasciuttata antifascista organizzata dalle sezioni Anpi della Valle Olona del 18 luglio a Solbiate ha superato le 130 adesioni
Un piatto di pasta da mangiare insieme. E il desiderio di ricordare una pagina del passato dalla quale trarre i valori fondanti della società di oggi. Pace, diritti, libertà.
La pastasciuttata antifascista in Valle Olona è andata così, fra momenti conviviali, musica e spensieratezza, e riflessioni importanti.
Le sezioni Anpi di Solbiate Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore e Olgiate Olona hanno organizzato per sabato 18 luglio una Pastasciuttata antifascista con oltre 130 adesioni.
Sede dell’evento il circolo solbiatese Vittorio Veneto, che ha accolto iscritti e simpatizzanti Anpi, tutte persone che hanno scelto di trascorrere una serata insieme, ricordando una pagina di storia del passato, che tanto ha ancora da spiegare all’Italia di oggi.

Lo si è fatto, grazie ai libri della casa editrice People – presente alla serata – e grazie alla mostra “Donne della Resistenza” appesa alle pareti. Le opere – realizzate con qualità e cura dagli studenti del Liceo artistico di Busto Arsizio e custodita dalla Casa delle donne di Gallarate – hanno contribuito a raccontare come la lotta per la libertà sia un impegno perpetuo nel tempo.

Contraddistinse tante donne e uomini del passato, durante la Resistenza (ad esempio la staffetta partigiana bustocca Giannina Tosi), ma continua a essere abbracciata da chi oggi si impegna per una società democratica, libera, che include e chiede la pace.

A ravvivare la serata la performance straordinaria della “The famous Balcon Band“, che ha fatto ballare, cantare con spensieratezza, ma anche e soprattutto unire i presenti con brani come “Bella ciao” e “La pianura dei sette fratelli”.
Il pensiero è andato a loro, ai Sette Fratelli Cervi, trucidati dai fascisti per il loro impegno nella lotta al regime nazi-fascista. Furono loro, nel 1943, dopo la caduta di Mussolini, a offrire un piatto di pasta ai loro compaesani, sofferenti dopo anni di guerra e dittatura.

La pastasciuttata antifascista è nata così, ricordando la voglia di pace e democrazia che unì tutti a Campegine allora. Per dire che quei valori sono importanti, ancora oggi e sempre.










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