Niente Parlamento, Ilaria Cova rimane a Palazzo Molteni
Il vicesindaco ha scelto di portare a termine il suo mandato - Tra gli obiettivi, la riapertura della farmacia di Olcella e la Casa delle associazioni giovanili
Da Busto Garolfo al Parlamento? Ilaria Cova ha detto “no”. Un “gran rifiuto” dettato dalla scelta di portare a termine il suo mandato da vicesindaco, quello che bustesi e olcellesi quattro anni fa hanno deciso di affidarle.
Niente Camera dei Deputati, quindi, almeno per il momento, nel futuro della coordinatrice regionale Donne Democratiche: «Quattro anni fa – spiega Ilaria Cova – ho accettato l’impegno e l’onore di rappresentare i miei concittadini, che hanno riposto in me una grande fiducia. Proprio per questo ho scelto con il cuore, e ho deciso di completare il mandato da vicesindaco che mi hanno affidato».
L’attuale braccio destro di Susanna Biondi era stata inizialmente designata alla corsa per Montecitorio nel collegio che comprende Busto Garolfo, ma poi dalla segreteria regionale sono arrivate indicazioni diverse: Ilaria Cova avrebbe dovuto essere ai nastri di partenza nel collegio di Legnano, e anche questo ha influito sulla scelta finale. «Busto Garolfo non rientra nel collegio di Legnano e la mia candidatura avrebbe avuto una logica anche di discontinuità con il territorio che rappresento». Così il vicesindaco bustese ha deciso di «rispettare le scelte prese dalle sedi locali» appoggiando la candidatura di Monica Berna Nasca proposta dal PD legnanese.
Nuovo slancio per affrontare l’anno e mezzo che manca alla fine del mandato? «Certamente – sottolinea Ilaria Cova – da qui a fine legislatura ci sará da parte mia il massimo impegno per completare i progetti in corso. Ne cito due fra tutti che mi stanno particolarmente a cuore: “restituire” ad Olcella la farmacia o il dispensario, perché é la risposta ad un forte bisogno dei cittadini Olcellesi, e completare l’ assegnazione dei locali, a seguito del bando, alle associazioni giovanili bustesi, perché i giovani necessitano di risposte concrete, non di parole». Senza dimenticare l’ormai annosa questione della Cava Solter e la necessità di lavorare per il rilancio dell’occupazione.
E se ad un futuro “romano” Cova non chiude le porte, una certezza c’è fin da ora: «Qualunque scelta farò, avrá al centro il territorio».










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