70 anni fa la tragedia di Marcinelle. Anche Fratelli d’Italia Cerro Maggiore alle commemorazioni in Belgio
Una delegazione del circolo di Fratelli d’Italia di Cerro Maggiore e Cantalupo ha preso parte alle celebrazioni per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle
Anche una delegazione del circolo di Fratelli d’Italia “Pino Rauti” di Cerro Maggiore e Cantalupo alle celebrazioni per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. L’assessore e segretario cittadino del partito Daniel Dibisceglie e il suo vice Christian Ferrari, insieme all’europarlamentare Carlo Fidanza, venerdì 7 e sabato 8 agosto sono stati in Belgio per le celebrazioni in memoria del disastro che 70 anni fa in una miniera belga è costato la vita a 262 lavoratori, con l’obiettivo di «custodire la memoria di chi ha sacrificato la propria vita sul lavoro e trasformare quel ricordo in un impegno concreto per la sicurezza e la dignità dei lavoratori di oggi».
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La tragedia di Marcinelle
L’8 agosto 1956 la miniera di carbone di Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio, fu teatro di uno dei più gravi disastri minerari della storia. Intorno alle 8 del mattino, un errore nella movimentazione degli ascensori al piano di 975 metri di profondità provocò l’incastro di due carrelli sporgenti. Azionato dalla superficie, l’ascensore urtai un puntello in legno tranciando cavi elettrici, telefonici e tubi, uno dei quali conteneva olio in pressione: le scintille innescarono un rogo devastante e il condotto di ventilazione diffuse rapidamente il fumo denso in tutte le gallerie sotterranee.
I soccorsi, ostacolati dalle fiamme e dalla scarsa visibilità, si protrassero fino al 22 agosto, quando fu resa nota l’assenza di ulteriori superstiti. Il bilancio finale fu drammatico: 262 morti su circa 270 minatori al lavoro, di cui 136 italiani arrivati nel Paese a seguito dell’accordo “uomo-carbone” stipulato nel 1946 dal governo De Gasperi. Le inchieste successive si conclusero senza responsabilità certe, con la sola condanna in appello a sei mesi per un ingegnere che dirigeva i lavori della miniera, prima della chiusura definitiva del giacimento nel 1967.

Le celebrazioni
Le per il 70° anniversario del disastro di Marcinelle sono iniziate venerdì 7 agosto con la deposizione di fiori al Monumento internazionale alle vittime del lavoro, nella piazza centrale di Marcinelle, seguita dagli interventi delle istituzioni italiane ed europee e del mondo sindacale. Sabato 8, poi, nel giorno dell’anniversario, il programma è proseguito con la commemorazione istituzionale a Bois du Cazier, per poi concludersi con il ricordo delle vittime al cimitero di Marcinelle e la visita al sito del Console Generale d’Italia.
Fratelli d’Italia Cerro Maggiore: “Il lavoro sia sinonimo di sicurezza, dignità e rispetto della persona”
«Partecipare alle celebrazioni di Marcinelle è stato un momento di grande emozione – sottolinea l’assessore Daniel Dibisceglie -. Trovarsi nei luoghi in cui settant’anni fa persero la vita 262 lavoratori, 136 dei quali italiani, significa entrare in contatto con una pagina della nostra storia che non può essere dimenticata. Dietro quei numeri ci sono uomini, famiglie, sacrifici e speranze. Ci sono tanti italiani che lasciarono la propria terra per costruire un futuro migliore attraverso il lavoro. Ricordarli significa rendere loro omaggio, ma anche assumerci la responsabilità di fare in modo che sicurezza, rispetto e dignità del lavoro non siano mai considerate conquiste scontate».

«Marcinelle parla ancora oggi alle istituzioni e soprattutto alle nuove generazioni – aggiunge il vicesegretario del circolo di Cerro Maggiore e Cantalupo di Fratelli d’Italia Christian Ferrari -. Ricordare quelle vittime significa conoscere il sacrificio di chi ci ha preceduto e comprendere quanto sia importante costruire una vera cultura della sicurezza e della prevenzione. Quegli italiani, insieme a tanti altri lavoratori provenienti da tutta Europa, hanno contribuito con fatica e coraggio alla crescita del nostro continente. La memoria acquista davvero valore quando riesce a diventare responsabilità per il presente e impegno per il futuro».
«Settant’anni dopo, Marcinelle ci ricorda ancora che dietro ogni lavoratore ci sono una storia, una famiglia e dei sacrifici che non possono essere dimenticati – concludono Dibisceglie e Ferrari -. Essere qui ha significato rendere omaggio a quelle vittime, ma anche rinnovare un impegno preciso: fare in modo che il lavoro sia sempre sinonimo di sicurezza, dignità e rispetto della persona. Perché ricordare il passato ha senso solo se ci aiuta a costruire un futuro migliore».













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