La promessa di Capitan “Appartenenza”: «Vinceremo!»
Paolo Cristiani al quinto anno di reggenza lancia il grido di battaglia - Il debutto del neo gran priore Alessandro Mengoli - Il "cavaliere" parla da... gran maestro

Festa grande, a Legnarello, per la tradizionale Candelora e per l'investitura religiosa della contrada giallorossa con protagonisti il gran priore Alessandro Mengoli, il capitano Paolo Cristiani, la castellana Michela Sala. Con loro, il vice gran priore Diego Tomalino, lo scudiero Simone Cellot, il gonfaloniere Luca Landoni, la gran dama Clara Casati Colombo, la madrina Adele Ponti Senati.

Durante la messa, celebrata dal parroco don Giuseppe Prina, la cerimonia dell'investitura, ma anche la consegna del Premio della Bontà che ha riunito sull'altare le associazioni di volontariato più vicine alla parrocchia e alla contrada: Anffas, Amici di Sonia e RSD La Sequoia. Per tutti, la benemeranza è stata assegnata all'ing. Paolo Ravelli, giovane volontario.
Nel salone dell'oratorio, la parte più riservata al saluto alle autorità e ai festeggiamenti. Tra i discorsi, tre quelli di maggior rilievo, con la voce del neo gran priore Alessandro Mengoli, del capitano "appartenenza" Paolo Cristiani e del cavaliere del Carroccio, Mino Colombo.

«Grazie a tutti quanti mi hanno voluto gran priore – il saluto di Alessandro Mengoli assolutamente calato nel ruolo– e soprattutto grazie a Piero Ferrario che mi ha preceduto e per il quale non ci sono più parole in grado di descrivere il suo amore smisurato per la contrada e il Palio».
«Sono al quinto anno di reggenza – l'appassionato intervento del capitano Paolo Cristiani – e oggi mi sento di dovervi le scuse per la mancata vittoria. Ma io vi prometto che ci riproverò anche questa volta e lo farò con tutte le mie forze, una grande passione, un eterno entusiasmo. E comunque ci potranno anche portar via la vittoria, ma in ogni caso nessuno potrà mai toglierci questo smisurato amore per la nostra contrada!».

Di assoluto spessore paliesco il messaggio del cavaliere del Carroccio, Mino Colombo, che ha rivolto il pensiero all'importanza di essere pronti a cogliere le occasioni che verranno forrnite da Expo anche al mondo del Palio. Il suo esordio ha avuro come oggetto un errore commesso dal Collegio nel pubblicare il suo ultimo libro. Senza nominare La Flora, il cavaliere ha così puntualizzato: «Noi dobbiamo le scuse alla reggenza che si è sentita offesa, ma non pensiamo sempre a complotti e ad azioni mirate a colpire qualcuno. Si è trattato di un errore involontario. Per questo, mi sento di fare appello a tutte e otto le contrade perchè siano più propositive, unite e al massimo della forma, quando si tratterà di presentarsi all'Expo, un appuntamento che non possiamo sbagliare».
Un intervento da gran maestro (se c'è stato un errore, questo sarebbe da addebitare al Collegio non al Comune), quello di Colombo che alla fine spiega al cronista: «Nessuna intenzione di sostituirmi ad alcuna autorità. Mi ha mosso solo la volontà di manifestare il mio pensiero e, poichè mi occupo di Palio, sento il dovere di fare di tutto per aiutare le contrade a trovare la giusta serenità e le migliori motivazioni».
marco tajé
Immagini di luigi frigo
Per le foto della cena in contrada, cliccare qui










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