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Festa dei Lavoratori: la disperazione di un ex saldatore

L'uomo, 53 anni e disoccupato da 8, ha contestato oggi i sindacalisti in piazza : "non mi hanno tutelato"...

Rimanere senza impiego a 45 anni e ritrovarsi inghiottito dalla crisi economica. Una storia sempre più comune anche nel nostro territorio, che porta molte persone alla disperazione. E' quanto è accaduto ad Enrico Rosavalle, ex saldatore di Turate, che dopo una vita in fabbrica, è stato lasciato a casa dalla sua azienda a seguito di una serie di contratti a tempo determinato «privi delle dovute tutele sindacali».

L'inferno dell'uomo ha avuto inizio nel 2008. La ditta per cui lavorava, la Zani di Turate, lo cedette in prestito alla Tecnoteam, un'azienda operante nel settore tessile. «Teoricamente – ha spiegato Rosavalle -, avrei dovuto lavorare lì per 15 giorni ma vi sono rimasto per più settimane. Dopo qualche tempo, soddisfatti delle mie prestazioni, mi fu offerto di rimanere alla Tecnoteam. Mi fu proposto un contratto a tempo determinato, rinnovabile di anno in anno con una possibile conversione a tempo indeterminato. Ma come potevo accettare? Si trattava di una situazione troppo rischiosa considerando che sono padre di due ragazze e ho un mutuo sulle spalle. Alla fine, però, vista la grande insistenza dell'azienda, accettai».

Dopo un anno di lavoro il contratto non fu rinnovato e la vita del saldatore iniziò ad andare in pezzi. I problemi economici lo portarono alla separazione dalla moglie e l'uomo, ora, vive in una stanza dell'associazione Cielo e Terra onlus di Legnano. «A 53 anni è difficile reinventarsi, tutto quello che chiedo è un lavoro – ha raccontato disperato l'uomo -. Sono un operaio esperto in saldature radiografate: la mia era una figura molto richiesta fino a 10 anni fa ed ora, invece, mi ritrovo per strada, senza la possibilità di dare alle mie figlie quello che meriterebbero».

Proprio l'abbandono da parte delle associazioni di categoria di cui si è sentito vittima ha portato l'ex saldatore a contestare oggi, venerdì 1 maggio, i sindacalisti presenti al comizio in piazza don Sturzo. «I sindacati non mi hanno protetto – ha spiegato Rosavalle -, dicono tante belle parole ma mancano di fatti».

Sulla questione è voluto intervenire Stefano Dell'acqua, il sindacalista interrotto dal disoccupato. «Capisco il malessere manifestato da quest'uomo, comune a molti in Italia – il commento di Dell'Acqua -.Credo di aver sbagliato a non dargli voce oggi, durante il comizio della Festa dei Lavoratori, e me ne scuso.  Tuttavia non ritengo corretto accusare il sindacato di non fare nulla. Il conflitto reale è tra chi lavora e paga le tasse e chi non lavora e vuol fare pagare le sue tasse a noi».

In difesa di Dell'Acqua si è pronunciato anche Orlando Guzzetti (Uil Franco Tosi): «Dell'Acqua è un uomo onesto – ha affermato -. Sono conscio della presenza di orari prestabiliti da rispettare ma in una Festa dei Lavoratori era giusto concedere spazio all'operaio, come sarebbe stato più giusto, da parte sua, lasciar finire Dell'acqua e poter ottenere alcune risposte».

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Pubblicato il 01 Maggio 2015
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