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5° Sciopero Globale per il Clima: “sciopero digitale”

Si avvicina la data del 24 aprile, fissata dai ragazzi del Fridays for future per il  5° Sciopero Globale per il Clima

Riceviamo e pubblichiamo:

Si avvicina la data del 24 aprile, fissata dai ragazzi del Fridays for future per il  5° Sciopero Globale per il Clima. Che sarà “sciopero digitale”, come impone il distanziamento sociale che siamo tutti tenuti ad osservare, ma non per questo meno partecipato e coinvolgente.

Per noi italiani, esso cade proprio alla vigilia della Festa della Liberazione, quasi una connessione ideale tra due lotte che molto hanno in comune: quella contro l’oppressione nazi-fascista e il suo disegno di dominio mondiale e la lotta per salvare il nostro pianeta dal disastro incombente causato dall’indiscriminato sfruttamento capitalistico delle sue risorse naturali e umane.

Dalla pubblicazione di I limiti dello sviluppo del MIT da parte del Club di Roma sono passati quasi cinquant’anni: è da cinquant’anni che gli scienziati indipendenti lanciano avvertimenti sulle conseguenze del nostro modello di produzione e di consumo, ma il loro grido è rimasto sempre inascoltato, quando non deriso.

La crisi sanitaria che stiamo vivendo, anch’essa ampiamente prevista, è figlia di quel modello. E purtroppo non sarà figlia unica, ma solo la prima a livello globale. Altre crisi sempre più devastanti ci attendono: sanitarie, climatiche, economiche, umanitarie. In tante parti del mondo esse sono già in corso da tempo, anche se fingiamo di non vederle.

Il tempo sta per scadere e noi non potremo più sottrarci, di questo dobbiamo prendere consapevolezza, finalmente. Ciò che possiamo fare oggi è cercare di mitigare gli effetti del disastro, e rimediare per quanto possibile a tutto il male di cui ci siamo resi responsabili. Il più rapidamente possibile.

Per fare questo c’è bisogno di un cambiamento radicale: del nostro modo di stare sulla Terra, di cui siamo parte e non padroni, e quindi dell’economia, dell’organizzazione sociale, dello stile di vita di ciascuno di noi, per costruire una società mondiale giusta e in armonia con la natura.

C’è bisogno di una profonda e reale riconversione ecologica e solidale a tutti i livelli, dal che cosa e come produrre ai rapporti tra i diversi popoli e i territori in cui essi vivono, dalla finanza al mondo del lavoro ai comportamenti individuali di consumo. Le indicazioni su ciò che è necessario fare, concretamente, non mancano. 

Ma per attuarlo c’è anche bisogno di unire tutte le forze in una nuova Resistenza per contrastare e sconfiggere chi sulla crisi ecologica e sociale ha costruito i propri profitti ed oggi si mette di traverso ad ogni cambiamento pensando solo a tornare alla “normalità”, mentre proprio quella “normalità” è il problema che ci ha condotti fino all’orlo del baratro. 

Possiamo farlo: stiamo in casa, per ora, ma non stiamo in silenzio!

Rifondazione Comunista

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Marco Tajè
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Pubblicato il 20 Aprile 2020
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