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Tamini Legnano, la trattativa con i sindacati non si ferma: nuovo incontro il 30 luglio

Dopo il tavolo in Assolombarda e il presidio ai cancelli il sindacato conferma la prosecuzione del confronto. I lavoratori: «Questi trasformatori non esisterebbero senza l'impegno quotidiano delle maestranze. Vogliamo che la nostra azienda sia un esempio virtuoso»

Generico 20 Jul 2026

La trattativa tra Tamini e organizzazioni sindacali proseguirà con un nuovo incontro fissato giovedì 30 luglio. È quanto emerso al termine del tavolo svoltosi oggi, lunedì 20 luglio, in Assolombarda, dove le parti si sono confrontate sul rinnovo della contrattazione di secondo livello e sul premio di produzione per il triennio 2026-2028. A dare quest’ultimo aggiornamento relativo all’esito dell’incontro è stato il sindacalista Antonio Del Duca della Fiom Cgil. In serata ci ha spiegato che la proprietà si è dichiarata disponibile a proseguire il confronto in serenità, riducendoF quindi le «distanze» createsi in questi giorni. Nel corso del tavolo, ha spiegato Del Duca, è emersa una differenza di impostazione sul metodo del confronto. «L’azienda voleva gestire la trattativa in due tempi. Noi invece vogliamo discutere a tutto campo, anche perché solo l’azienda sa quali sono le sue possibilità, quali sono i limiti. E solo parlando di tutto si può fare il passo giusto in totale chiarezza e rispetto verso i lavoratori. Possiamo trovare insieme un punto d’incontro applicando margini di miglioramento contrattuale soddisfacenti e di qualità».

Mentre i rappresentanti di Cgil e Uil con le Rsu si sono confrontati con i vertici Tamini nella sede di Assolombarda i lavoratori hanno incrociato le braccia davanti ai cancelli di Legnano. I lavoratori hanno, infatti, realizzato un presidio davanti allo stabilimento per chiedere alla proprietà un aumento del premio di produzione relativo al triennio 2026-2028. Per i sindacati i risultati economici conseguiti dall’azienda negli ultimi tre anni sono stati superiori alle aspettative e le prospettive per il prossimo triennio restano molto positive, con un portafoglio ordini che lascia prevedere un ulteriore incremento dell’attività.
Alla protesta hanno preso parte oltre 250 lavoratori: «L’azienda è sana.- hanno affermato i dipendenti in presidio, anche a nome di tutti i colleghi che non hanno potuto partecipare – Non capiamo quale sia il problema di fronte alla richiesta di un aumento: vogliamo che la nostra azienda sia davvero un esempio virtuoso a 360 gradi. Diamo il massimo per la Tamini, i cui risultati sono al top, perciò chiediamo che venga fatto altrettanto. Non ci pare di chiedere chissà cosa. Il lavoro c’è, è tanto e noi lavoriamo sodo. Questi trasformatori non esisterebbero senza l’impegno quotidiano delle maestranze. Chiediamo quindi che ci venga riconosciuto un premio di produzione adeguato».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 20 Luglio 2026
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