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A Legnano cresce il disagio economico: cittadini chiedono più welfare e servizi

Dall’indagine su isolamento e fragilità di SPI CGIL è emerso il peso di bassi salari, lavoro precario e perdita di potere d’acquisto. Anche se, come ha precisato Umberto Colombo segretario Spi- Cgil Ticino Olona, l'isolamento sociale colpisce senza distinzione socio economica

Spi Cgil Presenta la ricerca sull’isolamento sociale

A Legnano il disagio economico emerge come uno tra i fattori che più incidono sulla qualità della vita e si intreccia con la richiesta di un rafforzamento del welfare locale. Dall’indagine su isolamento e fragilità di SPI CGIL è emerso il peso di bassi salari, lavoro precario e perdita di potere d’acquisto. Anche se, come ha precisato Umberto Colombo segretario Spi- Cgil Ticino Olona,  l’isolamento sociale colpisce senza distinzione, quindi, anche persone che in realtà non hanno difficoltà economiche. Si tratta di un fenomeno frutto di un indebolimento della rete sociale che si è sviluppato negli anni. Quello descritto è un quadro della situazione emerso per l’appunto dalla ricerca “Fragilità e comunità a Legnano – Nuove prospettive d’intervento contro l’isolamento sociale e la marginalità”, promossa da SPI CGIL con il patrocinio del Comune e realizzata da Across Concept su un campione di 346 cittadini.

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Una indagine che, come ha sottolineato il sindacalista Colombo,  restituisce il quadro di una comunità attraversata da cambiamenti demografici e sociali profondi: invecchiamento della popolazione, indebolimento delle reti familiari e crescente difficoltà ad accedere a servizi e opportunità. In questo contesto i residenti chiedono il potenziamento dei servizi sanitari e socio-sanitari, più sostegno alle famiglie e un welfare territoriale più vicino ai bisogni della comunità.

Isolamento sociale e e welfare: la fotografia di Legnano dall’indagine SPI CGIL

Redditi bassi e lavoro precario

Tra i fattori che incidono maggiormente sulla qualità della vita a Legnano emerge con forza il tema delle condizioni economiche e occupazionali. Il 43,3% degli intervistati indica i bassi redditi e la perdita di potere d’acquisto come un problema che incide molto sulla vita della comunità, mentre un ulteriore 28,4% ritiene che incidano “abbastanza”, portando così a oltre il 70% la quota di cittadini che percepiscono questa criticità come significativa. Analoga preoccupazione riguarda la difficoltà di trovare un lavoro stabile e dignitoso, indicata come molto rilevante dal 39,9% degli intervistati e abbastanza rilevante dal 29,1%. Anche il fenomeno del lavoro povero, ovvero occupazioni che non garantiscono un reddito sufficiente, è percepito come un problema rilevante: il 36,3% degli intervistati lo considera molto incidente e il 33,5% abbastanza incidente sulla qualità della vita. A completare il quadro delle fragilità economiche emerge anche la disoccupazione giovanile, ritenuta molto rilevante dal 31,5% dei partecipanti e abbastanza rilevante dal 32,4%. Emerge con chiarezza il legame tra difficoltà economiche e marginalità sociale. Le famiglie a basso reddito sono infatti più esposte al rischio di isolamento, soprattutto quando le difficoltà economiche si sommano a problemi di salute, solitudine o precarietà abitativa. Per questo tra le proposte più sostenute emerge l’idea di attivare punti di ascolto e orientamento per persone e famiglie in difficoltà economica, con servizi di supporto nella gestione del bilancio familiare, nell’accesso al microcredito, nella ricerca di alloggi a prezzi sostenibili e di opportunità di lavoro o formazione.

Più welfare locale tra le priorità

Alla domanda su quali iniziative il Comune dovrebbe promuovere per affrontare le difficoltà più urgenti, la risposta più frequente riguarda il rafforzamento del welfare locale. In particolare, il 45,4% degli intervistati indica come priorità il potenziamento dei servizi sanitari e socio-sanitari, mentre il 20,1% richiama il tema della sicurezza territoriale. Accanto a questi ambiti emergono anche altre richieste: più opportunità di lavoro, politiche giovanili, maggiore ascolto da parte delle istituzioni e miglioramenti nelle politiche urbane, dal trasporto pubblico alla gestione del traffico. Le priorità variano anche in base alla zona della città: nelle aree centrali e semicentrali prevale la domanda di sicurezza e occasioni di socialità, mentre nelle periferie si avverte maggiormente il bisogno di servizi sociali, presenza istituzionale e interventi sul territorio. Nel complesso, le risposte raccolte delineano una visione della città in cui welfare, accessibilità dei servizi, qualità degli spazi urbani e capacità di ascolto istituzionale siano interconnessi tra loro per migliorare la qualità della vita.

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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