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Torna in aula “Piazza Pulita”, altri sette rinvii a giudizi per il “caso Legnano”

Sette imputati rinviati a giudizio per il secondo filone processuale nato dall’inchiesta "Piazza Pulita", che a maggio 2019 ha travolto la giunta Fratus

tribunale di busto arsizio

Sette rinvii a giudizio per il secondo filone processuale nato dall’inchiesta “Piazza Pulita”, che a maggio 2019 ha decapitato la giunta guidata dall’allora sindaco di Legnano Gianbattista Fratus. Giovedì 23 giugno in Tribunale a Busto Arsizio è proseguita l’udienza preliminare per gli altri sette imputati coinvolti nelle vicende che hanno travolto Palazzo Malinverni ormai tre anni fa e che hanno già portato alle condanne “eccellenti” dell’ex primo cittadino, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’ex assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. E dalle aule del palazzo di giustizia bustocco è arrivato un primo “verdetto”: giovedì 16 febbraio inizierà un nuovo processo.

L’udienza si era aperta a luglio dello scorso anno, dopo quattro rinvii che avevano portato ad uno slittamento di oltre un anno, ed era andata incontro ad un nuovo rinvio a dicembre per il legittimo impedimento di uno degli imputati. Ad aprile, poi, c’era stato l’ennesimo slittamento: le difese degli imputati avevano sollevato alcune eccezioni rispetto all’ammissibilità delle intercettazioni – respinte al mittente dal pubblico ministero Nadia Calcaterra che ha coordinato le indagini -, sulle quali il GUP si era riservato e per le quali oggi è arrivato il rigetto. Nonostante le argomentazioni delle difese, inoltre, il giudice per le indagini preliminari ha condiviso la ricostruzione in base alla quale le procedure selettive contestate vadano considerate gare ai sensi del diritto penale.

Torna in aula “Piazza Pulita”, le intercettazioni del “caso Legnano” nel mirino delle difese

Paolo Pagani, ex direttore generale di Amga, Enrico Barbarese, ex dirigente per lo sviluppo organizzativo del comune, Enrico Peruzzi, suo predecessore, Mirko Di Matteo, ex direttore di Euro.PA, e Catry Ostinelli, ex presidente di Amga, saranno quindi chiamati a rispondere dell’accusa di aver collaborato a vario titolo con Fratus, Cozzi e Lazzarini alla manipolazione del conferimento di un incarico di consulenza in Euro.PA, della selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo di Palazzo Malinverni e della nomina del direttore generale di AMGA. A Luciano Guidi, invece, viene contestato un accordo stretto con Fratus in occasione del turno di ballottaggio delle elezioni amministrative del 2017, quando proprio come il segretario provinciale della Lega era in corsa per la poltrona da primo cittadino: accordo in virtù del quale avrebbe barattato i propri voti con una nomina in una municipalizzata per la figlia. Per Flavio Arensi, infine, l’addebito riguarda il bando attraverso il quale è diventato curatore artistico del comune di Legnano, che secondo gli inquirenti sarebbe stato cucito su misura proprio per il critico d’arte.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 23 Giugno 2022
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