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Alberto Pellai a Castellanza guida i genitori ad essere educatori consapevoli nell’era digitale

L'incontro "Come essere genitori consapevoli nell'era digitale" è stata l'occasione per presentare il progetto attivato dalla scuola Montessori per posticipare l'età in cui dare al proprio figlio uno smartphone

Si è svolto al teatro Dante di Castellanza l’incontro dal titolo “Come essere genitori consapevoli nell’era digitale” con lo psicoterapeuta e scrittore Alberto Pellai e la psico-pedagogista e scrittrice Barbara Tamborini. La conferenza, organizzata dall’Istituto Maria Montessori di Castellanza con il patrocinio del Comune, ha visto anche la presentazione del progetto attivato dalla scuola per sostenere i genitori nella scelta di posticipare l’età in cui dare al proprio figlio uno smartphone a suo uso esclusivo. Questo progetto nasce dall’esigenza di creare una comunità educante che segua una linea condivisa sulle connessioni digitali dei propri figli. «Proviamo insieme come comunità educante – ha detto Viviana Colombo, docente dell’Istituto Maria Montessori – a rimettere a fuoco le priorità e le scelte educative che vogliamo sostenere».

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L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fornire consigli utili a capire come educare i propri figli ad una maggior consapevolezza nell’utilizzo dei dispositivi digitali, per permettere loro di interfacciarsi con il mondo virtuale in modo sicuro senza che diventi una dipendenza. Presente alla conferenza anche l’assessore all’Istruzione e alla Cultura di Castellanza Davide Tarlazzi che ha ricordato l’importanza della formazione continua dei genitori e ha portato i saluti del sindaco Mirella Cerini e dell’amministrazione comunale. «Il tema ha interessato anche l’amministrazione a partire da quei tavoli che stabilmente vengono fatti con i coordinamenti della fascia 0-6 anni e a cui partecipano diverse realtà. – ha detto l’assessore Tarlazzi – E’ proprio in uno di questi tavoli che è emersa la necessità di un intervento sul tema del rapporto con le nuove tecnologie già a partire da questa fascia bassissima, 0-6».

Alberto Pellai a Castellanza

E’ meglio vietare l’uso del cellulare prima dei 14 anni o educare i nostri figli ad una maggiore consapevolezza? Questo dubbio mai come ora è di forte attualità e sono tanti i genitori che si interrogano quotidianamente su questo tema. «“Vietato ai minori di 14 anni” è una frase che reprime o protegge? – ha esordito Pellai – Credo sia questo il quesito fondamentale che ci dobbiamo porre». Lo psicoterapeuta ha spiegato come il divieto, termine in antitesi con i principi dell’educazione, non vada considerato come una costrizione della libertà dei nostri figli ma nell’accezione di protezione da un uso poco consapevole dei mezzi tecnologici che potrebbero creare dipendenze o situazioni di potenziale pericolo. Numerosi sono stati gli esempi fatti circa l’importanza di orientare i bambini e ragazzi a fare esperienze concrete di socializzazione e contatto con l’ambiente che li circonda, sottolineando l’incremento di casi di auto-isolamento di ragazzi che hanno sostituito i momenti aggregativi tipici dell’età con l’uso eccessivo dei social.

«Nella vita reale abbiamo dei dispositivi di protezione pensati dalla comunità, delle leggi atti a verificare che i minori non abbiano accesso a luoghi o prodotti non adatti alla loro età, – ha detto lo psicoterapeuta Pellai – ma dentro la vita online non vi sono luoghi presidiati e tutta la responsabilità viene attribuita alla famiglia, se tuo figlio fa un errore è colpa del genitore». I genitori non devono quindi pensare di ledere la privacy dei propri figli monitorando la loro attività sui social ma in realtà nel farlo stanno assolvendo a un loro compito.

Pellai ha inoltre sottolineato il rischio concreto che l’utilizzo eccessivo dei dispositivi elettronici abbia un impatto negativo sulla capacità di apprendimento, problem solving e memorizzazione delle nuove generazioni. I numerosi genitori presenti, grazie anche agli esempi concreti forniti da Pellai, avranno sicuramente spunti di riflessione per poter gestire il rapporto dei propri figli con l’uso delle nuove tecnologie, consapevoli che solo la coesione garantirà il successo del progetto.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2024
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