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Caccia di frodo nel Parco del Ticino: 5 denunce e sequestro di armi tra Vermezzo e Ozzero

Operazione dei Carabinieri Forestali di Magenta a un mese dall'avvio della stagione venatoria: nei guai cinque cacciatori bresciani, scoperti con specie protette, richiami vietati e armi modificate

Generico 19 Oct 2026

Ad un mese dall’avvio della stagione venatoria in Lombardia, scattano i primi controlli mirati dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Magenta all’interno dei comuni compresi nel perimetro del Parco del Ticino e nelle aree limitrofe.

L’operazione ha portato alla denuncia a piede libero di cinque persone, tutte provenienti dalla provincia di Brescia, e al sequestro di numerose armi, richiami acustici vietati e decine di esemplari di avifauna abbattuta. I controlli dei militari dell’Arma si sono concentrati in particolare nei territori comunali di Vermezzo con Zelo e di Ozzero.

Licenza assente e 59 pispole abbattute a Vermezzo con Zelo

Nel primo intervento a Vermezzo con Zelo, i militari hanno sorpreso in flagranza padre e figlio all’interno di un appostamento temporaneo di caccia. I due stavano abbattendo specie di avifauna particolarmente protette avvalendosi di richiami acustici elettromagnetici non consentiti. Dagli accertamenti è emerso che uno dei due era completamente privo sia della licenza di caccia sia del porto d’armi, in aperta violazione delle norme sulla caccia e della legislazione in materia di armi. Alla vista dei Carabinieri, uno dei soggetti ha tentato invano di occultare nella propria autovettura il carico di uccelli abbattuti: ben 59 pispole (specie protetta), oltre a 6 allodole, 1 beccaccino e 1 tordo bottaccio. L’operazione si è conclusa con la denuncia dei due cacciatori, il ritiro immediato della licenza di caccia e il sequestro di 3 fucili, dei due richiami acustici e dell’avifauna morta.

Richiami vietati e fucile modificato ad Ozzero

Pochi giorni dopo, nel comune di Ozzero, i Carabinieri Forestali di Magenta – in collaborazione con il personale del Settore Vigilanza del Parco del Ticino – sono intervenuti presso un appostamento fisso controllando altri tre cacciatori bresciani. Anche in questo caso i tre facevano uso di un richiamo acustico vietato per attirare gli uccelli e sono stati trovati in possesso di un fucile a canna ad anima liscia modificato, con un caricatore in grado di contenere un numero di cartucce superiore al limite di due previsto dalla legge. Sebbene le specie abbattute rientrassero tra quelle cacciabili, l’impiego di mezzi non consentiti ha fatto scattare la denuncia alla Procura della Repubblica e il sequestro di 5 fucili da caccia.

Generico 19 Oct 2026

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Pubblicato il 22 Ottobre 2026
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