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E’ morto don Antonio Mazzi, il sacerdote amico dei giovani che fondò Exodus

Sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus, ha dedicato oltre quarant'anni al recupero delle persone con dipendenze e al sostegno dei giovani in difficoltà. Con Exodus era stato un riferimento importante anche nel Varesotto

Alla Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi il Premio Bontà Unci Milano

È morto oggi, 31 luglio, a Milano don Antonio Mazzi. Aveva 96 anni. Sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus, ha dedicato la propria vita al recupero delle persone con dipendenze e al sostegno dei giovani in difficoltà, diventando una delle figure più conosciute dell’impegno sociale italiano.

Nel corso di oltre quarant’anni di attività ha promosso un modello educativo fondato sull’accoglienza, sulla responsabilità personale e sulla ricostruzione dei legami umani, attraverso una rete di comunità diffuse in tutta Italia.

Dalla formazione sacerdotale all’impegno educativo

Nato a Verona il 30 novembre 1929, don Antonio Mazzi si diplomò al liceo del Seminario vescovile della città e proseguì gli studi in Teologia, laureandosi poi in Filosofia all’Università di Ferrara.

Fu ordinato sacerdote il 26 marzo 1956 nella congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da san Giovanni Calabria.

A partire dagli anni Sessanta assunse la responsabilità di diverse realtà dedicate all’educazione e all’assistenza dei giovani, dalla Città del Ragazzo di Ferrara al Centro giovanile della parrocchia San Filippo Neri nel quartiere romano di Primavalle.

Negli stessi anni approfondì gli studi in psicologia, psicopedagogia e psicoanalisi delle istituzioni, affiancando alla formazione religiosa una costante attenzione agli aspetti educativi e sociali.

La nascita di Exodus, una storia anche varesina

La svolta arrivò nel 1980 con la fondazione della Comunità Exodus, nata per offrire un percorso di recupero ai giovani tossicodipendenti.

Le origini di Exodus non sono varesine — la rete nasce a Milano nei primi anni Ottanta, con la prima carovana nel 1985 e le prime comunità stabili a Verona, Vicenza, Bormio e Iglesias, diventando Fondazione nel 1996 — ma il Varesotto è diventato uno dei suoi radicamenti più solidi.

Tutto parte nel 1999, quando don Mazzi apre un Centro di Ascolto a Gallarate, allora seconda solo a Milano per spaccio, seguito nel 2000 da un presidio mobile in stazione d’intesa con le Ferrovie. La sede si sposta più volte fino al complesso ex industriale di via Mameli, e nel marzo 2010 nasce lì la cooperativa 4Exodus, costola della comunità gallaratese, che nel 2014 si aggiudica la gara della Prefettura per l’accoglienza dei richiedenti asilo in provincia.

Il 10 giugno 2018 apre la comunità di Villadosia, a Casale Litta, accreditata per 20 posti, oggi definita il cuore della presenza in provincia di Varese. Nel giugno 2025, dopo 26 anni, Exodus lascia Gallarate e trasferisce il quartier generale territoriale a Daverio, cui fanno capo Villadosia e il nuovo polo sociale di Besnate, con la disabilità come sfida dichiarata dei prossimi quindici anni.

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Pubblicato il 31 Luglio 2026
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