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La Fondazione Sant’Erasmo presenta il bilancio al sociale e guarda al futuro. Con il “nodo” di rette e finanziamenti

Il bilancio sociale 2025 restituisce una fotografia dell'attività svolta nell'ultimo anno a favore della popolazione anziana e fragile del territorio

fondazione sant'erasmo legnano

La Fondazione Sant’Erasmo ETS di Legnano ha presentato il bilancio sociale 2025, documento che restituisce una fotografia dell’attività svolta nell’ultimo anno a favore della popolazione anziana e fragile del territorio.

«Il 2025 ha visto la prosecuzione e il rafforzamento del nostro modello di cura integrata – spiega il presidente, Alberto Fedeli, che nella sua introduzione al bilancio ha ringraziato il consiglio di amministrazione, il management, i dipendenti, i volontari e le famiglie degli ospiti -. Nel corso del 2025 la fondazione ha proseguito il percorso di consolidamento della propria situazione economica, finanziaria e patrimoniale, mantenendo come priorità la qualità dei servizi erogati e l’accessibilità delle rette per le
famiglie, in un contesto caratterizzato da costi in crescita e da una forte pressione sul sistema socio-sanitario».

Al centro dell’attività della fondazione rimane la RSA, affiancata dai servizi di RSA aperta, dalle cure domiciliari e dai progetti territoriali sviluppati in rete con altri enti del Terzo Settore e con le istituzioni pubbliche. A completare il quadro, le attività di Erasmo Service srl impresa sociale: il 2025 ha segnato la conclusione del progetto “Cura Condivisa”, che conferma il ruolo della fondazione nelle iniziative di coprogettazione sull’invecchiamento attivo.

Sempre nel 2025 è invece partita l’attività di due progetti: “Case in Comunità”, sostenuto da un finanziamento straordinario di Fondazione Cariplo a favore di un’aggregazione coordinata da Fondazione Sant’Erasmo (capofila) con la partecipazione delle cooperative Età insieme e Intrecci, ha molte affinità con “Cura condivisa”, ma è rivolto agli anziani residenti nel quartiere Canazza. “Oltre l’età” è un progetto biennale coordinato da Auser Ticino Olona, sostenuto dal contributo di ATS Città Metropolitana e gestito dalla rete del terzo settore attiva nei tre ambiti Alto Milanese, Magentino e Abbiatense. L’obiettivo di
fondo è la promozione dell’invecchiamento attivo di 1.500 anziani.

Per il futuro la fondazione ha delineato un piano triennale che punta a «mantenere e potenziare l’offerta residenziale, sviluppare ulteriormente i servizi domiciliari, consolidare i progetti territoriali a sostegno degli anziani fragili e soli, valorizzare il patrimonio immobiliare e razionalizzare i costi gestionali senza intaccare la qualità». Tra le priorità anche «il rafforzamento delle sinergie con altri enti del Terzo Settore e il potenziamento della comunicazione con la comunità locale».

Obiettivi che dovranno fare però i conti con alcuni nodi, come l’incremento dei costi energetici, dei beni e dei servizi, le possibili carenze di personale qualificato nel settore socio-sanitario e le incertezze legate all’evoluzione della normativa nazionale e regionale in materia di non autosufficienza. «Due elementi di particolare preoccupazione riguardano l’intero comparto delle RSA lombarde e nazionali – sottolineano dalla fondazione -: il primo riguarda la non chiarezza nell’attuazione del riparto dei costi tra sistema sanitario regionale e compartecipazione a carico dell’utenza, per quanto riguarda in particolare la lungodegenza di anziani affetti da morbo di Alzheimer».

«Il secondo – aggiungono – riguarda l’esaurimento dei fondi PNRR che hanno sino ad oggi sostenuto l’implementazione dei servizi di cure domiciliari: il venir meno di queste risorse rischia di lasciare scoperti percorsi di cura che andrebbero al contrario consolidati e messi a regime, proprio nel momento in cui la domanda di assistenza a domicilio è in costante crescita. La fondazione intende affrontare queste sfide attraverso una gestione prudente delle risorse, la diversificazione delle fonti di entrata, la ricerca di nuove partnership e una costante attenzione alla sostenibilità economica e sociale, nella convinzione che solo una rete solida tra soggetti pubblici e privati del Terzo Settore possa garantire risposte adeguate ai bisogni di una popolazione anziana in rapida crescita».

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Pubblicato il 31 Luglio 2026
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