Meno alunni e più precarietà, la Flc Cgil Legnano: “La scuola è in rosso”
È una fotografia preoccupante quella scattata da Pippo Frisone, sindacalista della Flc Cgil Legnano, all'indomani della pubblicazione dei dati sull'organico della scuola per l'anno scolastico 2026/2027. Una situazione che tocca Milano così come tutto il suo hinterland compreso l'Alto Milanese
Meno studenti, meno personale e un precariato che continua a pesare soprattutto su Milano e zona e quindi anche sul territorio di Legnano. È una fotografia preoccupante quella scattata da Pippo Frisone, sindacalista della Flc Cgil Legnano, all’indomani della pubblicazione dei dati sull’organico della scuola per l’anno scolastico 2026/2027. Nonostante la Lombardia si confermi la regione con il maggior numero di assunzioni a tempo indeterminato, il sistema scolastico continua a fare i conti con il calo demografico, la riduzione degli organici e le difficoltà nel reperire docenti, soprattutto sul sostegno.
Secondo i dati diffusi dal Ministero, per il prossimo anno scolastico saranno tagliati 1.407 posti di docenti di potenziamento e 2.174 posti di personale ATA. Parallelamente diminuiscono gli alunni, circa 130mila in meno a livello nazionale, di cui oltre 6mila nella provincia di Milano. Si riduce anche il numero delle autonomie scolastiche: in Lombardia passano da 1.114 a 1.107, con sette istituti in meno rispetto allo scorso anno. «Continua nei numeri il declino della scuola italiana – osserva il legnanese Frisone –. Il calo degli studenti si riflette inevitabilmente sugli organici, ma non risolve le criticità strutturali del sistema scolastico».
Anche pensionamenti e assunzioni registrano una flessione. I pensionamenti si fermano a 25.352, con 2.574 uscite in meno rispetto al 2025/2026, mentre le immissioni in ruolo previste sono 46.642, in calo rispetto alle 48.504 dello scorso anno. La Lombardia resta comunque la regione con il maggior numero di assunzioni autorizzate, 12.129, davanti a Veneto, Lazio e Piemonte. Per Frisone, però, il dato più significativo riguarda il precariato: «Milano continua a essere la capitale del precariato, con circa 5mila nomine attese dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado saranno ancora numerosi gli incarichi affidati a docenti privi della specializzazione sul sostegno, compresi quelli confermati per garantire la continuità didattica».
Il sindacalista richiama poi l’attenzione sul fenomeno dei trasferimenti dei docenti. «Si conferma il carosello degli insegnanti: molti arrivano in Lombardia grazie ai concorsi e, una volta superato l’anno di prova, chiedono il trasferimento verso le regioni del Centro-Sud. Oltre ai ricongiungimenti familiari, oggi pesa in maniera sempre più evidente il costo della vita, diventato insostenibile per molti docenti neoassunti e precari». Tra gli altri dati evidenziati c’è anche il depennamento di oltre 700 docenti dalle graduatorie concorsuali disposto quest’anno dall’Ufficio scolastico provinciale di Milano, conseguenza della normativa che prevede la cancellazione dalle graduatorie dopo la conferma in ruolo.
Il sindacalista di Legnano allarga l’analisi alle cause più profonde della crisi della scuola pubblica. «La questione salariale resta irrisolta: i recenti rinnovi contrattuali hanno recuperato solo una parte dell’inflazione, lasciando scoperto circa l’11% dell’aumento del costo della vita. A questo si aggiungono una sanità sempre meno pubblica, le crescenti disuguaglianze sociali, la denatalità e un sistema fiscale che continua a produrre ingiustizie. È in queste pieghe che si annida il declino della scuola pubblica e dello Stato sociale. È questa la sfida che attende non solo il Governo, ma tutte le forze politiche e sociali del Paese – conclude Frisone –: garantire ai nostri giovani un futuro dignitoso, perché quel futuro è già domani».








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