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Legnano dedica il piazzale del cimitero a Giovanni Novara, vittima delle violenze fasciste

Giovane operaio e sindacalista fu ucciso in via 29 maggio nel 1922 da una squadra fascista. Fu tra le prime vittime civili della violenza che precedette l’avvento del regime

Novara

Un luogo della città per ricordare una storia che parla ancora al presente. Questa mattina Legnano ha intitolato il piazzale del Cimitero Monumentale a Giovanni Novara, giovane operaio e sindacalista ucciso nel 1922 da una squadra fascista, figura che si colloca tra le prime vittime civili della violenza che precedette l’avvento del regime.

Novara

La cerimonia, alla presenza di autorità civili e militari, si è inserita nelle iniziative per il 25 Aprile, dove il richiamo alla memoria si è intrecciato più volte con riflessioni sul presente. Nel suo intervento, il sindaco Lorenzo Radice ha collocato la vicenda di Novara dentro quel passaggio storico: «Giovanni Novara era un ragazzo normale, un operaio, ucciso uscendo dal parrucchiere: non morì in guerra, ma in un periodo segnato dalle violenze che poi portarono alla guerra. Possiamo considerarlo la prima vittima civile del periodo fascista». Un passaggio che ha assunto anche un valore più ampio: «È un modo per ricordare alla città che cosa può succedere quando si lascia spazio alla violenza, all’odio, quando si calpestano quei valori che oggi abbiamo la fortuna di vivere e che sono sanciti nella nostra Costituzione. Valori che vanno fatti vivere ogni giorno, nelle nostre scelte, nel nostro lavoro». Da qui anche il richiamo alla dimensione concreta della storia di Novara.

CHI ERA GIOVANNI NOVARA

La vicenda risale al 13 luglio 1922, quando Novara, operaio della Franco Tosi e attivo nel sindacato, venne aggredito mentre usciva da un parrucchiere in via XXIX Maggio. Morì alcuni giorni dopo in ospedale per le ferite riportate. Il  funerale fu molto partecipato, segno di una comunità che non volle restare indifferente. Anni dopo, in pieno regime fascista, la salma fu esumata e dispersa in una fossa comune nel tentativo di cancellarne la memoria. 

Novara

Un tentativo non riuscito, tanto che che oggi, a distanza di 104 anni, Legnano gli ha dedicato l’intero piazzale del cimitero: «Questa piazza è, in fondo, la tomba di Giovanni Novara, considerando che la sua sepoltura venne cancellata durante il regime», ha detto lo scrittore Giovanni Cattaneo, autore di un volume sul sindacalista ucciso in un periodo caratterizzato da forti violenza «In quel periodo in tutta Italia c’era una violenza diffusa e la violenza genera violenza», ha ricordato. Su quel contesto si è soffermato Giuliano Celin, vicepresidente ANPI Legnano, ricordando come Novara fosse parte di una stagione di forti rivendicazioni sociali: «Le masse lavoratrici chiedevano condizioni più dignitose e, per fermare quelle richieste, vennero favoriti i fasci di combattimento con lo scopo di reprimere le idee di libertà e giustizia sociale». Un quadro in cui «l’odio e la violenza» diventano elementi centrali fin dall’origine del fascismo.

Novara

Allo stesso tempo, Celin ha richiamato la continuità delle mobilitazioni: «La morte di Giovanni Novara non arrestò la lotta operaia a Legnano e in tutto l’Alto Milanese», inserendo quella esperienza in un percorso più ampio che avrebbe portato alla resistenza e alla conquista delle libertà democratiche. Un passaggio che si riflette anche sull’oggi: «La Costituzione deve essere ancora pienamente attuata, se pensiamo che ci sono lavoratori pagati quattro euro all’ora. Fare memoria è importante per il nostro futuro». La cerimonia è proseguita all’interno del Cimitero con l’omaggio ai caduti in guerra e ai partigiani.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 26 Aprile 2026
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