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Legnano in piazza per l’Iran e per tutti i popoli colpiti da guerre e repressioni

Un ampio fronte di associazioni e cittadini ha attraversato la città per ribadire il no alla guerra, al riarmo e alla violazione dei diritti fondamentali

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«La pace, i diritti umani e il diritto internazionale non sono negoziabili». Con questo messaggio domenica 1° febbraio a Legnano è sfilato il corteo per la pace promosso da un ampio coordinamento di associazioni di Legnano e dell’Alto Milanese. Numerosi cittadini e cittadine hanno risposto all’invito, scendendo in piazza per ribadire il no alla guerra, al riarmo e alla violazione dei diritti fondamentali.
Il corteo è partito alle 17 dal Parco Falcone e Borsellino e ha attraversato la città fino a piazza San Magno, dove si è conclusa la manifestazione con i disporsi ufficiali. Un percorso accompagnato da bandiere della pace, luci e candele, simboli scelti dagli organizzatori per mantenere alta l’attenzione sulle vittime civili dei conflitti e sul valore universale dei diritti umani. Davanti al palco spiccava una grande scritta di luce con la parola Pace.

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“Paura per la mia famiglia in Iran”

Tra gli interventi, anche quello di una donna di origini iraniane:  «Io non sono un’attivista, non sono una giornalista. Sono solo una persona che in questi giorni vive con la paura nel cuore per la propria famiglia in Iran. La mia voce e la loro si sono incontrate solo per pochi minuti, poi il silenzio: internet è bloccato, le persone isolate. In Iran la gente scende in piazza per respirare, per vivere senza paura, per non essere più invisibile. Ogni giorno ci sono violenze, uccisioni e vite spezzate. Non sono qui per chiedere schieramenti, ma umanità. La violenza non ha confini: ascoltate, non voltatevi dall’altra parte. Perché il silenzio uccide più della violenza».

Sindaci pronti a partire le la Palestina

«Oggi non ci sono più tanti discorsi da fare – ha detto dal palco il sindaco Lorenzo Radice, affiancato da numerosi colleghi del territorio -. Basta divisioni: abbiamo bisogno di pace in tutto il mondo. La Sopraffazione non è l’unico modo di governare e la nostra storia ce lo dimostra. La Storia, quella con S maiuscola passa dalla storia con la s minuscola, e quella storia la fa ognuno di noi con la propria vita e le  proprie scelte: Legnano dimostra ancora una  una volta di essere un Paese libero, democratico e che non si farà mai intimorire da chi pensa che sparando si può ottenere qualcosa che ci viene promesso ma che non arriva, perchè porta solo sangue».

Proprio il sindaco di Legnano Palestina parteciperà a una missione che coinvolge alcuni sindaci di Città Metropolitana, in Palestina. La delegazione, in partenza giovedì 5 febbraio, incontrerà amministratori locali, tra cui il sindaco di Betlemme e il governatore di Gerico, oltre a rappresentanti del Patriarcato e di realtà religiose e sociali. Al centro della missione la volontà di costruire relazioni, collaborazioni e possibili progetti di gemellaggio tra comunità.

«Viviamo una fase storica segnata dal ritorno della logica della forza, dal militarismo e dalla corsa al riarmo – hanno spiegato i promotori – a discapito del diritto internazionale e delle istituzioni nate per prevenire i conflitti e tutelare i diritti dei popoli». Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato come le guerre, le occupazioni e le repressioni in atto in molte aree del mondo – da Gaza e Cisgiordania all’Ucraina, dal Sudan al Congo – stiano delineando uno scenario internazionale sempre più instabile e fuori controllo.

Al centro della manifestazione la solidarietà alle popolazioni civili, in particolare a donne e bambini, che continuano a pagare il prezzo più alto dei conflitti, privati dei diritti fondamentali alla vita, alla libertà e alla dignità. Un pensiero specifico è stato rivolto anche al popolo iraniano, colpito da una dura repressione che coinvolge soprattutto donne e giovani. «La difesa dei diritti umani non può essere selettiva e non può fermarsi ai confini o agli interessi geopolitici – hanno ribadito gli organizzatori –. La pace non è solo assenza di guerra, ma giustizia, libertà, democrazia e diritti sociali».  Da qui l’invito a non voltarsi dall’altra parte e a continuare a mantenere viva l’attenzione su quanto accade nel mondo: «Grazie a tutti, perché c’è l’impegno e la presenza di tante persone sul territorio – ha detto Cristina Scutari, presidente di Aiutiamoci Odv – Quella di oggi è una meta importante di un gran bel viaggio, fatto di incontri, percorsi e differenze. Siamo qui perché crediamo che la violenza non sia l’unica arma per risolvere i conflitti. Noi tutti offriamo quando le persone vengono giustiziate per la loro libertà e abbiamo deciso di metterci la faccia, e di mostrarla bene, per dire che qualcosa è profondamente ingiusto e non rispetta i diritti delle persone».

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 02 Febbraio 2026
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