Legnano un anno dopo il PGT: la ex Gianazza cambia volto a viale Cadorna, Manifattura ancora “incompiuta”
Legnano a grandi passi verso le amministrative tra trasformazioni arrivate dopo il via libera al nuovo PGT e altre che avevano già iniziato a prendere forma
Legnano, un anno dopo. È passato poco più di un anno dall’entrata in vigore del nuovo PGT, adottato e poi approvato tra le contestazioni – mai davvero sopite – delle opposizioni. Dodici mesi che sono probabilmente ancora troppo pochi per un bilancio vero e proprio degli effetti del nuovo piano di governo del territorio, ma che bastano per un primo punto della situazione.
Hub logistico alla ex Cantoni. Palazzine e una piazza alla ex Mario Pensotti
Mentre si va verso la riqualificazione della ex Gianazza e tornano all’asta le ultime aree ancora in cerca d’autore della storica Franco Tosi, la città corre a grandi passi verso le prossime elezioni amministrative con un volto sicuramente diverso rispetto a quello con cui cinque anni fa ha chiuso il capitolo relativo al commissariamento, tra trasformazioni arrivate dopo il via libera al nuovo strumento urbanistico e altre che avevano già iniziato a prendere forma prima del nuovo PGT.
È il caso ad esempio dell’ex Cotonificio Bernocchi, l’area dove nel 1868 è nata in forma embrionale quella che sarebbe diventata una delle più grandi industrie tessili e tintoriche italiane, per poi prendere il crinale di una crisi irreversibile e finire in liquidazione nel 1971. Lì, dopo l’approvazione del protocollo d’intesa, è ormai stata quasi completata la messa in sicurezza delle sponde dell’Olona, alla quale seguirà il collaudo, passaggio propedeutico per le edificazioni.
Ma è il caso anche della ex Cantoni di via Jucker, dove un nuovo polo logistico ed industriale – con 22mila metri quadri di superfici affittabili in un’area da 50mila metri quadri totali – ha fatto calare definitivamente il sipario sulla Tessitura Olmina, il campus produttivo della Cantoni realizzato a fine anni ’50, quando la storica impresa cotoniera decise di trasferire a Legnano alcune delle attività produttive che prima trovavano casa negli stabilimenti di Castellanza.
Lavori in corso anche tra via Cosimo del Fante e viale Cadorna e alla ex Mario Pensotti, sito industriale dismesso ormai da quasi 40 anni per il quale rimaneva ancora da scrivere il futuro della porzione da oltre 21mila metri quadri tra via XXIX Maggio, via Bezzecca e via Plinio. Per l’area è in corso un intervento che prevede la realizzazione di quattro edifici residenziali, una nuova piazza su via XXIX Maggio, un’area verde e parcheggi tra via XXIX Maggio e via Bezzecca, oltre alla cessione di 200 metri quadri al piano terra dell’ex palazzina uffici.

Ex Manifattura ed ex Crespi ancora «in itinere»
Il futuro di tante delle cicatrici lasciate nel tessuto urbanistico di Legnano dal suo stesso passato industriale, però, è ancora da scrivere. Su tutte, a due passi da piazza San Magno, la ex Manifattura, nodo importante della campagna elettorale 2020 anche – forse soprattutto – per la coalizione del sindaco Lorenzo Radice. L’ex sito industriale, che ancora oggi è un simbolo degli anni d’oro del tessile a Legnano con la sua ciminiera in mattoni, l’unica ancora esistente in città, nel 2021 è stata acquistata da Officine Mak. Sul futuro dell’area Palazzo Malinverni per ora non si sbottona e invoca «pazienza», ma intanto parla di «progetto in itinere».
Per la ex Manifattura il PGT prevede una destinazione mista: il progetto dovrà mantenere l’edificio principale dell’ex Manifattura, «sia attraverso il recupero e la valorizzazione percettiva dall’esterno dell’opificio tradizionale», sia recuperando a livello architettonico e funzionale degli edifici su via Lega, alcuni dei quali vincolati dalla Soprintendenza. Dovrà inoltre essere garantita l’apertura al pubblico della parte lungo via Lega nell’ottica di creare una piazza, e andranno valorizzati gli alberi presenti e piantumati nuovi alberi per contenere l’isola di calore urbano. Prevista anche la cessione di almeno 5mila metri quadri di verde al comune e la realizzazione di percorsi ciclopedonali che collegheranno via Palestro e via Banfi. Gli edifici residenziali, invece, andranno collocati nella parte sud, verso via Banfi.
Ancora da scrivere anche il capitolo che riguarda la ex Crespi, altra area per cui un «progetto in itinere» c’è, ma ancora non ci sono tempistiche vere e proprie. Anche i quasi 30mila metri quadri del complesso industriale, per decenni destinato alla produzione di materiali sintetici per calzature e pelletteria, nel 2021 sono stati acquistati all’asta da parte di Officine Mak.
Il PGT per l’area prevede una destinazione commerciale: il progetto dovrà prevedere la concentrazione delle volumetrie e delle aree destinate a parcheggio sul lato ovest, lasciando così spazio per il verde privato e per le aree verdi che saranno cedute al comune sugli altri lati. Si parla di verde da cedere per almeno 5mila metri quadri, verde che dovrà essere un vero e proprio parco urbano, e dovrà quindi essere corredato da alberi, percorsi ciclopedonali e arredo urbano, con accesso da viale Pasubio. Sono previsti anche una nuova rotonda tra la statale del Sempione e via Monte Lungo e piste ciclopedonali che si riconnettano con quelle già esistenti in via Monte Lungo.






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