Quantcast

Corteo per Carlo Borsani a Legnano, Fratelli d’Italia in consiglio comunale: “La città come vuole ricordarlo?”

La figura di Borsani ha segnato l'apertura dell'ultima seduta consiliare, portando in consiglio temi toccati anche dal sindaco durante le celebrazioni per il 25 aprile

Consiglio Comunale di Legnano, la seduta del 21 marzo

Mentre un’ottantina di militanti di “Legnano non dimentica” sfilavano in corteo da via Gilardelli al piazzale davanti al liceo Galilei intitolato a Carlo Borsani per ricordare Borsani stesso e Arturo Sesler, il ricordo del militare ha segnato anche l’apertura della seduta consiliare di martedì 30 aprile, riportando di attualità temi toccati solo pochi giorni prima anche dal sindaco Lorenzo Radice in piazza, durante le celebrazioni per il 79° anniversario della Liberazione.

Borsani è stato ricordato tra i banchi del consiglio comunale da Stefano Carvelli, consigliere di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come molti «non sappiano chi sia o lo conoscano solo in maniera parziale». Dopo averne tracciato il profilo, si è chiesto in che modo la città vorrebbe ricordare il legnanese Carlo Borsani: «Come uno dei tanti fascisti morti durante il periodo della seconda guerra mondiale o come una medaglia d’oro al valore militare, un giornalista, un poeta e soprattutto una persona che ha anteposto l’incolumità altrui alla propria stessa vita, persa come nessun uomo dovrebbe perderla?». «Non è una risposta semplice – ha aggiunto Carvelli -, ma se dobbiamo contribuire alla pacificazione del nostro territorio e ad una memoria condivisa del nostro Paese, è una risposta che prima o poi saremo chiamati a dare e che non potremo sbagliare, e così eviteremmo forse episodi sgradevoli come le contestazioni verso le sedi ANPI o verso la premier. Sono passati 79 anni, dobbiamo provare tutti a guardare avanti e a pensare di più alla nostra collettività e non a quello che era il nostro avversario politico».

«Il tema della memoria degli anni della dittatura fascista e della guerra siano un punto di partenza per andare avanti: sono passati 79 anni e io spero in un futuro dove la nostra comunità nazionale e locale si riveda senza divisioni in quello che è stato il frutto della Resistenza, ovvero la Costituzione – è la replica arrivata segretario Dem Giacomo Pigni -. Penso che quel patto sociale effetto della Resistenza in questo momento storico si stia affievolendo. Lo chiamo patto sociale perché, esattamente come la Resistenza, è stato il risultato di un incontro politico tra forze molto diverse tra loro, unite per una Nazione libera e contro un’ideologia che ha portato ingiustizia e morte nel nostro Paese e su questa cosa non possiamo transigere. Alla domanda del consigliere Carvelli faccio fatica a rispondere, non voglio ergermi a giudice dell’esistenza di una persona, ma posso dire che ogni occasione pubblica dovrebbe essere utile per tutti noi per affermare che il punto di partenza della nostra comunità deve essere contenuto nella Costituzione, una Costituzione che è in ogni sua lettera antifascista».

Parole, quelle di Pigni, che hanno trovato sponda sia nel capogruppo di Insieme per Legnano Eligio Bonfrate, che ha citato l’articolo 12 delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione e il divieto di «riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista», sottolineando che se la norma non è «mai stata toccata da nessuno è perché probabilmente qualcosa deve essere lasciato come baluardo», sia nella capogruppo del PD Sara Borgio. Citando Calvino e non senza provocare qualche mormorio tra il (poco) pubblico presente in aula consiliare, Borgio ha ribadito che «Legnano è come tutta l’Italia antifascista: antifascista perché crede nella libertà dell’uomo, nell’uguaglianza degli esseri umani, nel rispetto della dignità umana; antifascista perché rifiuta la scorciatoia del potere assoluto in mano ad un solo uomo, donna o gruppo di potere; antifascista perché ripudia la guerra e la violenza come strumenti per la gestione e l’affermazione del potere; antifascista perché antifascista è la nostra Costituzione».

Dai banchi della Lega, invece, è arrivato l’appello a voltare pagina. «Dopo aver sentito i consiglieri di maggioranza parlare ancora una volta di antifascismo, cioè di qualcosa che ormai non c’è più da 79 anni e di cui continuiamo a parlarne come se fosse assolutamente attuale dando in realtà la caccia ai fantasmi, mi verrebbe da dire che bisognerebbe dichiararsi antifascisti ma anche anticomunisti – le parole di Laffusa -: non soltanto il fascismo, che io assolutamente rinnego e aborrisco per tutto quello che di male ha fatto a degli esseri umani, ma anche il comunismo che ancora purtroppo esiste a differenza del fascismo e che ancora sta facendo un sacco di danni in giro per il mondo. Direi per la par condicio di evitare di tirare fuori ancora questi argomenti, che sono a mio avviso fortemente anacronistici perché rincorriamo un passato che non esiste più da decenni, e di andare avanti ed aprirci ad una nuova epoca che è già cominciata da parecchio».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 01 Maggio 2024
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore