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Case Aler di via Porta, tra paura e degrado: “Chiediamo un presidio sociale”

Dopo la morte di un uomo caduto da un balcone siamo tornati sul posto per raccogliere le voci di chi abita nell'isolato - Tra le proposte dell'amministrazione quella del custode Sociale

Generica 2020

Desolazione e paura. Dopo la tragedia che ha sconvolto i residenti delle case Aler di via Porta a Legnano, con la morte di un uomo caduto da un balcone dopo liti e schiamazzi che hanno richiesto l’intervento della Polizia, siamo tornati sul posto per raccogliere le voci di chi abita nell’isolato.

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Case Aler di via Porta a Legnano 4 di 5

Persone che da anni convivono con situazioni di degrado, spaccio e violenza e che chiedono più sicurezza e un presidio sociale. «Ci sentiamo abbandonati – lamenta chi ha assistito ai fatti dei giorni scorsi – e abbiamo paura. Purtroppo questo complesso è abitato da persone che accolgono disperati e tossici. Stiamo cercando di tutelarci per vie legali ma siamo convinti che serva un intervento anche da parte di Aler, a livello strutturale, e del Comune, a livello sociale. In una situazione come questa nemmeno il controllo di vicinato, attivo da qualche anno, dà risultati. Occorrerebbe un vero e proprio presidio sociale, ci sono tante persone che abitano qui che vogliono migliorare la loro qualità di vita». Gli inquilini hanno già pronta una nuova lettera da indirizzare sia al Comune che ad Aler.

Dopo petizioni e interventi mediatici, Aler ha effettuato alcuni interventi strutturali nel corso degli anni, mettendo in sicurezza i balconi all’ingresso dello stabile, ma ancora tante sono le criticità all’interno dell’edificio come infiltrazioni e disservizi. 

Petizione inquilini Aler: “Il balcone ci cade in testa”

 

Una zona franca ben conosciuta dall’amministrazione comunale che l’ha inserita, in base a diversi parametri, tra cui quello della redditività,  tra i punti della città che necessitano di una particolare attenzione. Le altre zone sono la  Canazza, via Gaeta (e dintorni), e Mazzafame: «Abbiamo ben presente la situazione di via Porta – spiega il vicesindaco e assessore al sociale, Anna Pavan – Le case sono di proprietà di Aler, con cui abbiamo una interlocuzione periodica. Come amministrazione non abbiamo soluzioni immediate ma l’intenzione è quella di portare anche qui il custode sociale, per ora attivo in via sperimentale nelle case comunali di viale Cadorna. Un presidio che Aler ha già adottato altrove, ma  la nostra idea è quella di abbinare ad azioni di “sentinella” anche interventi di animazione sociale per creare relazione più positive tra il vicinato».

L’amministrazione comunale sta sollecitando Aler anche per il “cantiere infinito” al civico 144 che, finalmente, dopo 13 anni dovrebbe vedere il traguardo con l’assegnazione prevista, per il prossimo novembre, dei 52 alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Case Aler di via Porta, un cantiere infinito

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Gennaio 2022
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