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“Alfredino, laggiù”: «Un romanzo in cui vince, prepotente, la vita»

La recensione di Amanda Colombo della Galleria del Libro del libro di Enrico Ianniello su Alfredino Rampi, morto 40 anni fa in fondo a un pozzo dimenticato

Generica 2020

Alfredino, laggiù
di E. Ianniello
ed.Feltrinelli
€ 17.00

Sono passati quarant’anni esatti da quel 13 giugno, quando Alfredino Rampi morì in fondo a un pozzo dimenticato. Quarant’anni da quando il Presidente Sandro Pertini volle andare lui stesso sul posto, quasi non fosse possibile credere a una tragedia simile. Quarant’anni da quando tutta l’Italia rimase bloccata e ammutolita davanti alla tv, a scandire impotente le ore e i tentativi falliti per salvare quel bimbo con la canottierina a righe che sorrideva nelle foto mostrate all’obiettivo di telecamere fameliche, in quell’alba della tv del dolore. Quarant’anni dopo, la tragedia di Vermicino è ancora nella memoria di chi la seguì, e oggi può diventare metafora di una discesa che è invece una risalita.

Perchè Enrico Ianniello – in questo romanzo dalla bellezza straziante – ci prende per mano e ci porta giù, nel profondo del nostro cuore, per farci scoprire che il viaggio nel profondo del nostro essere è in realtà un’ascesa verso la stella più luminosa, quella che guida ogni nostro passo, che ci sprona quando siamo stanchi, che ci ricorda dove vogliamo andare: la luce dell’amore.
Andrea e Teresa festeggiano, in una trattoria di campagna, il decimo compleanno di Marco e Aurora, i loro gemelli. È un pomeriggio di giochi all’aperto, quando Marco si ferisce cadendo su una recinzione. “Stai qua con me,” sussurra all’orecchio del padre corso ad abbracciarlo. La richiesta semplice e spontanea di un bimbo spaventato al proprio padre: poche parole che hanno la forza di riportare bruscamente alla memoria di Andrea la vicenda di quell’altro bambino, caduto in un pozzo a sei anni, nel 1981.

La suggestione del momento è così forte che il pensiero di Alfredino non lascia più Andrea che, una volta chiusi gli occhi dopo una giornata difficile, si ritrova pronto, imbragato, per andare a salvare Alfredino, “laggiù” (o lassù).
Inizia così un sogno cha ha la consistenza delle cose vere, e delle cose vere ha il ritmo: Andrea cammina con Alfredino in un mondo agli occhi sconosciuto ma al cuore molto familiare, che è quello delle perosne che hanno attraversato la sua vita: dalla giovane organista di cui era stato innamorato al punk di paese dallo sguardo sognante, il comico ipnotista e malinconico che ricorda Gigi Proietti e la squadra di calcio dell’oratorio. Come un moderno Virgilio, Alfredino lo conduce tra deserti notturni, parchi neoclassici, vulcani ricoperti di neve e stradine di periferia dai profumi mediorientali, in un viaggio nell’Io di quel ragazzo ormai cresciuto.
Andrea si muove attonito e impacciato, Alfredino corre ridendo. Entrambi alzano spesso gli occhi verso la stella che li guarda da lassù, che forse è la luce del mondo hanno lasciato cadendo nel buco, o forse no.

Un romanzo commovente, pieno di sorprese, di sorrisi, di lacrime, speranze e sogni. Un romanzo che è un viaggio dentro ai propri desideri e aspirazioni, un viaggio che il lettore è tenuto a fare insieme ad Andrea e Alfredino e al cui termine non si potrà che essere diversi, se non migliori. Un romanzo in cui vince, prepotente, la vita. Imperdibile.

Amanda Colombo – Galleria del Libro 

 

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Luglio 2021
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