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Impianto per l’umido a Legnano, ambientalisti pronti a chiamare in causa la Corte dei Conti

La "minaccia" di chi da anni si oppone alla realizzazione dell'impianto se non ci sarà una gara pubblica per il conferimento della frazione umida dei rifiuti raccolti da Aemme Linea Ambiente nei comuni soci

impianto Forsu

Non c’è pace per il nuovo impianto per l’umido di via Novara a Legnano. Dopo anni di polemiche, inciampi burocratici e parentesi giudiziarie, in estate sono iniziati i lavori per la costruzione della nuova struttura e per fine 2021 nella nuova struttura arriveranno i primi rifiuti, ma intanto all’orizzonte si profila l’ennesimo capitolo della battaglia che da anni vede contrapposti Amga, comune e la società che si è aggiudicata la gara d’appalto da un lato e associazioni e comitati ambientalisti dall’altro.

A poco meno di due mesi dalla sua elezione a sindaco, quindi, Lorenzo Radice, oltre al delicatissimo dossier legato ad Accam, si trova di fronte anche un’altra gatta da pelare: la “minaccia” di chi da anni si oppone alla realizzazione dell’impianto di rivolgersi alla Corte dei Conti se non ci sarà una gara pubblica per il conferimento della frazione umida dei rifiuti raccolti da Aemme Linea Ambiente nei comuni soci.

«Tutto il progetto, nella sua parte economico-finanziaria, basa la sostenibilità della produzione sulla certezza di acquisire direttamente la Forsu prodotta dai comuni soci della utility pubblica, promotrice dell’impianto – sottolinea l’ex deputato Stefano Apuzzo a nome delle associazioni ambientaliste -. Questa pratica è illegittima. E, nel caso attivata, sarà immediatamente sanzionata dall’Autorità Garante della Libera Concorrenza e del Mercato, alla quale segnaleremo l’illegittimità (come già fatto, con successo, in altri casi simili)».

L’affondo di comitati e associazioni si basa sul presupposto che «avendo la Forsu un valore economico intrinseco, deve essere posta (una volta raccolta), a gara pubblica e acquisita dal miglior offerente, ovvero al prezzo più basso. Questo anche e soprattutto al fine di far risparmiare i cittadini sulla tassa rifiuti». E quindi se la frazione umida dei rifiuti «così come prospettato dal piano economico-finanziario del progetto, venisse conferita nell’impianto in via di realizzazione in via Novara, a fronte di un’offerta alla pubblica amministrazione da parte di aziende private di un costo inferiore a quello definito dall’azienda utility pubblica», l’intenzione del fronte del “no” all’impianto è quella di rivolgersi alla Procura della Corte dei Conti.

(foto di copertina di ottobre tratta dalla pagina fb Sentieri e Parole, le storie del Parco Alto Milanese )

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 24 Novembre 2020
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