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Solbiati è il nuovo direttore generale di Bcc: “Verso un futuro di ascolto e crescita con il territorio”

Il suo trisavolo fondò la cassa rurale. Il passaggio di testimone con Carlo Crugnola è nella piena continuità. Scazzosi: "La Bcc coltiva al suo interno il proprio management"

Bcc

Se pensiamo al nuovo direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Solbiati, potremmo dire che quel nome per l’istituto di credito è garanzia di fedeltà nei secoli. Non fosse altro che il trisavolo di Solbiati è stato, ben 125 anni fa, tra i fondatori di quella cassa rurale. A questo si aggiunge un altro fatto importante. Nel 2018, quando Luca Barni, allora direttore generale, lasciò la Bcc per andare alla capogruppo Iccrea, lo stesso Solbiati era stato «opzionato» ma declinò l’invito per rimanere a Busto Garolfo.

Il passaggio di testimone con Carlo Crugnola, direttore generale uscente, che ha scelto la meritata pensione dopo «una vita passata a pensare al lavoro», avviene dunque nella piena continuità con il passato. «La bcc – ha spiegato il presidente Roberto Scazzosi – ha scelto di coltivare al suo interno il proprio management, facendolo crescere in esperienza, competenza e professionalità. La banca ha investito su Solbiati, come è abituata a fare». E manco a dirlo anche il vice direttore generale, Annibale Bernasconi, è un uomo che ha passato la vita nella Bcc.

DA CASSIERE A DIRETTORE GENERALE

Solbiati, 48 anni, è entrato nella Bcc fresco di laurea in giurisprudenza, prima come cassiere e passando successivamente all’ufficio legale, all’area controlli e compliance, alle risorse umane e all’amministrazione per approdare nel 2019 alla vice direzione generale accanto a Crugnola, affinando le proprie competenze con corsi di alta formazione all’università Bocconi e alla Cattolica.
Il nuovo direttore generale raccoglie il testimone in un momento storico non semplice o per dirla con le parole di Scazzosi «piuttosto movimentato». Il susseguirsi di crisi di varia origine, da quella finanziaria a quella pandemica, passando per quella geopolitica con la guerra in Ucraina, generano un clima di incertezza difficile da gestire soprattutto se si parla di un territorio ad alta intensità imprenditoriale.

UNA BANCA IN OTTIMA SALUTE

A confortare Solbiati però ci sono i numeri della Bcc che sono ineccepibili. La banca è infatti in ottima salute, con un Cet1 ratio, il maggior indice di solidità di un istituto di credito, superiore al 20%. Ben oltre il limite del 10% indicato dalla Bce come il punto d’inizio della sofferenza. L’ultimo bilancio ha chiuso con un utile di 5 milioni di euro (la Bcc non distribuisce dividendi), di cui oltre 300mila euro destinati al territorio. E poi ci sono gli Npl, i crediti deteriorati, croce di ogni banca che a queste latitudini sono quasi a livello fisiologico, grazie anche a una coraggiosa pulizia del bilancio fatta con grande anticipo rispetto alle indicazioni della stessa Bce.

Bcc
da sinistra: Annibale Bernasconi, Roberto Solbiati, Roberto Scazzosi e Carlo Crugnola

LA BCC APRE NUOVE FILIALI

Solbiati in tutti questi anni, oltre ad aver imparato a fronteggiare le crisi, è stato abituato a guardare avanti. «Insieme a Crugnola e lungo le direttrici indicateci dal consiglio di amministrazione – dice il nuovo direttore generale – ho lavorato per disegnare un futuro della nostra Bcc attraverso una revisione dell’organizzazione interna e una costante valorizzazione dei dipendenti. Questo ci permette di avere un istituto che concretizza tutto il valore del credito cooperativo: afferma l’importanza della relazione con il territorio nell’ottica di ascolto, fiducia e crescita reciproca e afferma l’importanza del presidio. Ovvero dell’essere presente».
Non sono solo parole perché la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, in piena controtendenza con il settore bancario che continua a chiudere sportelli, ha deciso di  potenziare la sua rete di filiali con una nuova apertura a Corbetta prevista per domenica 26 giugno. A Villa Cortese, Dairago, Cairate, Bodio Lomnago la Bcc è l’unica banca presente così come in altri 1700 comuni italiani.

LE TRE VIRTÙ DEL BANCHIERE COOPERATIVO

Le preoccupazioni per l’autunno non mancano perché saranno tanti i nodi che verranno al pettine nel sistema economico, non solo italiano, a cominciare dalla crisi energetica che potrebbe acutizzarsi e mettere in difficoltà molte pmi, più di quanto lo siano oggi. La sensazione è che tra il management e la governance della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ci sia una grande consapevolezza e del proprio ruolo e del proprio posto nel mondo dell’economia. «Fiducia, sapienza e ospitalità sono le tre virtù del banchiere elencate da monsignor Mario Delpini all’assemblea della Federazione lombarda delle Bcc – ha concluso Scazzosi – La mutualità sviluppata quotidianamente dal credito cooperativo andrebbe tenuta nella giusta considerazione anche da parte del regolatore europeo».
Come dire: «La mia banca è differente».

Redazione
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Pubblicato il 21 Giugno 2022
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