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Comitato Chernobyl San Vittore Olona: «I nostri bambini isolati nei villaggi: non abbandonateli»

Le famiglie si trovano in villaggi isolati perchè i ponti sono saltati in aria, le strade cono controllate e c'è la costante paura di bombardamenti improvvisi. Il comitato di San Vittore Olona è tornato a chiedere l'apertura di un corridoio umanitario

bimbi ucraina

C’è chi è riuscito a raggiungere la frontiera con la Polonia per scappare, c’è chi è rimasto in Ucraina per combattere e poi ci sono intere famiglie bloccate nell’orrore e nella follia della guerra che non hanno avuto scelta. Si tratta di bambini e ragazzi con genitori e parenti che non possono mettersi in viaggio perchè i ponti che collegano i villaggi con le città sono saltati in aria, le strade cono controllate e c’è la costante paura di bombardamenti improvvisi: «Il nostro cuore è a Černihiv con quei ragazzi che in tutti questi anni abbiamo accolto nelle nostre case e che ora sono ingiustamente bloccati in mezzo alla guerra». Con commozione e forte preoccupazione che Marita Maggioni, presidente del Comitato Accoglienza Bambini di Chernobyl di San Vittore Olona, parla della situazione che stanno vivendo non solo i bimbi in stretto contatto con il comitato (nella foto di archivio), ma di tutti quei giovanissimi attualmente “intrappolati” con le loro famiglie in diverse zone dell’Ucraina. Ragazzi impossibilitati a lasciare la loro terra, ovvero la loro casa diventata nell’arco di pochi giorni teatro di violenti conflitti che attualmente non hanno vie di fuga.

«Di chi sia la colpa non importa – afferma con forza Maggioni -. L’unica cosa veramente importante è che quei ragazzi son in pericolo di vita e noi siamo impotenti. Li sentiamo tutti i giorni, la disperazione nelle loro voci è sempre più intensa. Sono costretti a restare perchè non gli viene assicurata la possibilità di mettersi in salvo. E noi purtroppo non possiamo fare altro che continuare ad ascoltarli, sostenerli e sperare con loro che tutte queste inutili violenza finiscano al più presto».

La guerra in Ucraina è iniziata lo scorso 24 febbraio. Sono ormai trascorsi 12 giorni e a oggi non è ancora stato aperto un vero e proprio corridoio umanitario: una via protetta che permetta a questi bimbi e alle loro famiglie (che abitano nei villaggi e città collocate nella parte interna dell’Ucraina) di raggiungere la frontiera in sicurezza. «Si è parlato tanto in questi giorni… solo che ancora non è stato concretizzato un bel niente – afferma Maggioni -. Non è giusto che quei giovani con i loro cari siano intrappolati in mezzo alla guerra. Non è possibile che non si riesca a dar loro una possibilità». Quei bambini e quelle ragazze che sino all’estate del 2019 (prima della pandemia) viaggiavano con spensieratezza tra l’Ucraina e l’Italia, attraverso il progetto dedicato alle “vacanze terapeutiche”, stanno rischiando la vita. «Non possiamo far altro che pregare e pesare a loro – racconta Maggioni – Il nostro cuore è la con tutti loro. Certamente le nostre porte sono aperte per accogliere chi è riuscito a scappare. E stiamo continuando nella nostra attività di raccolta per poter dare il nostro sostegno».

Resta, quindi, la richiesta che il Comitato torna di nuovo a presentare con forza a tutte le istituzioni: «Aprite al più presto un corridoio umanitario sicuro per permettere a questi bambini di salvarsi. Non abbandonateli».

Il Comune di Cerro Maggiore durante l’evento di sabato 12 marzo dedicato alle donne raccoglierà fondi per il comitato di Chernobyl

L’Alto Milanese si mobilita per l’Ucraina: tutte le raccolte per fondi e beni di prima necessità

I comuni dell’Alto Milanese hanno avviato l’iniziativa “SOS Ucraina Alto Milanese”, ovvero una raccolta fondi veicolata su un unico IBAN per tutto il territorio – IT76I0103032420000063126862 – le cui risorse, grazie anche alla collaborazione delle associazioni della zona che sono in contatto con la comunità ucraina, serviranno per «offrire un reale sostegno al popolo ucraino e dare un aiuto concreto per la ricostruzione futura dei paesi danneggiati». Anche cittadini e associazioni si stanno mobilitando per portare aiuti alla popolazione raccogliendo beni di prima necessità da inviare in Ucraina.

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 07 Marzo 2022
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