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A Cantalupo notte di Natale intorno al presepe dedicato a Dante de Il Campanile

Quest'anno i volontari per il tradizionale presepe in piazza don Bianchi a Cantalupo hanno scelto di ispirarsi alla Divina Commedia e al viaggio di Dante

Presepe ispirato alla Divina Commedia a Cantalupo

Appuntamento con la tradizione a Cantalupo, che ha salutato la notte di Natale intorno al presepe del circolo culturale Il Campanile per il classico scambio di auguri in piazza don Bianchi dopo la messa. Quest’anno i volontari per la loro creazione hanno scelto di ispirarsi alla Divina Commedia e al viaggio di Dante che «per raggiungere la piena felicità scivola, incespica, sbaglia, sviene…ma non si perde mai d’animo» proprio come tutti noi.

Presepe ispirato alla Divina Commedia a Cantalupo

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Presepe ispirato alla Divina Commedia a Cantalupo 4 di 7

Sono due i temi sui quali i volontari hanno voluto soffermarsi in particolare. In primis la libertà: «”Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”, sono le parole che Virgilio rivolge a Dante a proposito di Catone, posto a guardia del Purgatorio, benché fosse ateo e per di più morto suicida, cosa che per il cristianissimo fiorentino non andava per niente bene – spiegano dal circolo culturale -. Tuttavia Catone si era tolto la vita per una ragione speciale: aveva preferito uccidersi piuttosto che rinunciare alla libertà politica abolita da Cesare. La libertà, dunque, vale quanto la vita. La sua perdita è pari, anzi è valutata peggiore rispetto alla propria fine».

Poi l’umanità: «L’opera mostra che lo scopo della vita umana non è vincere, avere successo, conquistare posti di potere e pretendere che siano gli altri a cambiare – aggiungo da Il Campanile -. Per la Divina Commedia si è pienamente umani quando si cerca di condividere, servire ed evolvere vincendo il male con il bene, nella consapevolezza che per migliorare il mondo l’unico essere umano che possiamo cambiare siamo noi stessi».

Presepe ispirato alla Divina Commedia a Cantalupo

«Abbiamo il progresso tecnologico e digitale ma di quello “umano” se ne parla veramente poco – concludono i volontari -. Raramente si parla di “progresso umano” o di progetti volti a rendere “più umane” le nostre relazioni interpersonali, sociali, politiche ed economiche. Leggere la Divina Commedia può rivelarsi un vaccino efficace per contrastare la pandemia dell’arroganza, dell’egoismo, della volgarità e della violenza aumentando il “tasso di umanità” delle nostre relazioni».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 25 Dicembre 2021
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