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Le ambulanze di Legnano in… trasferta negli ospedali bergamaschi

Le "trasferte" per Croce Rossa e Croce Bianca sono continuate anche nel fine settimana. Nessuna tregua per i pronto soccorso di Legnano e Castellanza. Continuano le code all'ex Ospedale per i tamponi drive-in

Croce Bianca Legnano

Da Legnano a Bergamo, Cantù e anche Erba. Le “trasferte” per le ambulanze di Croce Rossa e Croce Bianca sono continuate anche durante il fine settimana. La sola Croce Bianca in due giorni ha portato tre pazienti nella Bergamasca e anche oggi, lunedì 9 novembre, ha “fatto tappa” agli ospedali di Seriate e Alzano Lombardo, senza mai riuscire a rientrare in sede. Stesso copione per la Croce Rossa di via Pontida, che in questi giorni ha messo in campo cinque ambulanze.

Se i pronto soccorso di Legnano e Castellanza non hanno mai avuto un momento di tregua in tutto il fine settimana e anche oggi sono stati costretti agli “straordinari”, al vecchio ospedale di Legnano le auto continuano a mettersi in fila per il tampone al drive-through. Rispetto i giorni scorsi, tuttavia, le code non sono più visibili dal Sempione perché si snodano soltanto all’interno della struttura.

All’Ospedale di via Giovanni Paolo II, intanto, dove la terapia intensiva è tornata operativa ormai da giorni, continuano i ricoveri di malati Covid (circa 400 i pazienti ospedalizzati), mentre sul territorio i medici di medicina generale non riescono a rispondere alle richieste di tutti i pazienti positivi in isolamento domiciliare. In questo scenario si innestano anche i dubbi sulla campagna vaccinala, con la capacità di copertura che era stata messa in discussione dai medici già il mese scorso visto che gli over 65 a Legnano sono quasi 14mila, ovvero il 23% circa della popolazione cittadina e i malati cronici sono 20.867, il 10,7% dei quali ha più di due patologie.

Anche i sindacalisti continuano a segnalare le difficoltà che sta vivendo il personale sanitario. «La situazione è insostenibile e non lo dico io, ma gli stessi lavoratori dell’ospedale di Legnano – sottolinea Salvatore Santo della Fials -. In questi giorni mi sono arrivate diverse segnalazioni da personale esasperato, infermieri e operatori sanitari stremati a rischio esaurimento per la corsa continua e senza sosta nell’assistere e controllare i pazienti. Poco personale, anche perché una buona percentuale è in malattia, comporta una difficile gestione. La situazione è al limite».

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 09 Novembre 2020
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