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Sindacato FIALS: «L’Asst Ovest Milanese non comunica e non si confronta con le parti sindacali»

Un silenzio inaccettabile per Salvatore Santo segretario generale della FIALS Laghi e Alto Milanese «sino ad oggi nulla è stato condiviso in termini organizzativi»

Opedale di Legnano

«L’Asst Ovest Milanese, a differenza di altre aziende sanitarie, si distingue, ancora una volta, per l’assoluta assenza di informazioni e di confronto». Un silenzio inaccettabile per Salvatore Santo segretario generale della FIALS Laghi e Alto Milanese intervenuto oggi, venerdì 6 novembre, per ribadire che «nulla è stato condiviso in termini organizzativi, ovvero nella “governance” di quei processi fondamentali per riorganizzare ed implementare gli organici, là dove ce ne fosse bisogno, in vista di quello che si sta puntualmente verificando».

Secondo il sindacalisti, la situazione nell’Ospedale di Legnano è al limite: «Oggi, assistiamo a necessarie riconversioni di unità operative, necessari spostamenti di personale, necessari incrementi di carichi di lavoro e presto assisteremo ad altrettanto necessari salti di riposo, altrettante necessarie deroghe alle regole in materia di sicurezza e di tutela degli operatori ed altrettante promesse di pagamenti per straordinari e per indennità, quando ancora questa Azienda deve soddisfare quanto inutilmente promesso ai lavoratori nella scorsa primavera. Tutto questo sarà inevitabilmente seppellito sotto la parola “emergenza”, quando invece per il personale della nostra azienda la condizione di emergenza è diventata, purtroppo la solita routine».

Santo punta il dito contro la direzione che, dal suo insediamento, ha «pensato solo a ridurre l’organico, ridurre i minuti di assistenza nelle singole unità operative, ridurre le presenze per turno, per non parlare dei regolamenti imposti sull’orario di lavoro e la sospensione da almeno tre anni della concessione dei part-time. Un’amministrazione che presto ridefinirà i lavoratori eroi, che ringrazierà per gli sforzi profusi, ma di fatto continua e continuerà ad ignorare ed a umiliare facendo passare come inevitabile quello che sarebbe umanamente, professionalmente e sindacalmente inaccettabile. Ora si corre ai ripari (speriamo che non sia troppo tardi) con il bando relativo all’assunzione di 25 infermieri, nel contempo si inviano gli infermieri in fiera e si massacrano quelli che ci sono nei reparti con turni assurdi e carichi di lavoro che non consentono il recupero psico-fisico, che impongono tempi di lavoro ridotti con possibilità di errori o superficialità negli interventi, con l’inevitabile conseguenza di incremento del rischio e il dato non esaltante del primato del numero degli operatori positivi».

Il sindacalista, infine, ha concluso affermando che «l’organizzazione sindacale non può venire meno alle proprie prerogative che sono quelle di tutelare chi deve garantire, ma anche governare, quei processi fondamentali per fornire la giusta risposta alla cittadinanza in termini di assistenza e cura, non solo delle necessità legate alla pandemia, ma anche di quelle che riguardano tutto il resto delle patologie che non sono solo Covid-19».

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 06 Novembre 2020
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