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Parabiago, opposizioni contro la riqualificazione dell’area ex Rede

Pioggia di critiche dalle opposizioni per la riqualificazione dell'ex Rede di Parabiago: per M5S e centrosinistra, poco verde e troppo cemento

consiglio comunale parabiago

Traffico in arrivo, poco verde e in generale una visione che poco ha a che vedere con sostenibilità e rigenerazione urbana: il piano attuativo per la riqualificazione dell’area ex Rede a Parabiago ha ottenuto il via libera dal consiglio comunale, ma l’approvazione è arrivata sotto il fuoco di fila delle opposizioni, che hanno bersagliato la proposta con una pioggia di critiche.

«Le attività di media somministrazione di vendita del progetto portano in un contesto già fortemente trafficato un surplus di utenza che non sembra compensato dal progetto – ha sottolineato il consigliere del M5S, Sergio Di Napoli -. La prima criticità è sicuramente la gestione dei parcheggi, che dovrebbero essere un alleggerimento alla situazione attuale, già in parte compromessa dalla riduzione dei parcheggi davanti al complesso scolastico scolastico Maggiolini-Cavalleri, e invece sono aumentati con il solo scopo di compensare l’aumento della superficie di vendita. Altro punto di notevole interesse è la gestione degli spazi aperti di separazione e della piazza, che dovrebbero essere verdi ed ombreggiati per dare un bilanciamento alla riduzione di alberi e spazi verdi che distingue le scelte comunali degli ultimi anni. Il progetto, però, punta sul verde privato delle palazzine residenziali, che non è fruibile dalla cittadinanza: questo verde assolve alla compensazione dell’aumento dell’area residenziale e non può essere considerato in altro modo. L’amministrazione avrebbe potuto chiedere migliori compensazioni e accorgimenti progettuali – conclude il pentastellato -, soprattutto in merito ad un PGT che dichiara di sposare i principi di attenzione verso la risorsa suolo e di promuovere la rigenerazione degli spazi esistenti».

area ex rede parabiago

«L’attuale area ex Rede rappresenta un buco nel tessuto urbano proprio nel centro della città, uno spazio chiuso che non ha connessioni con l’area circostante, e per questo condividiamo le motivazioni dell’urgenza nella riqualificazione ma non le sue modalità – ha obiettato la neocapogruppo del centrosinistra a Parabiago, Laura Schirru -. Questo è un piano commerciale, anonimo, che vale qui e ora a Parabiago ma che poteva essere attuato in qualsiasi altra città di Italia anche 20 anni fa. Quello che ci state proponendo non è un intervento di riqualificazione: è un intervento commerciale, altamente impattante per la fisionomia della città, grazie al quale il comune riuscirà ad ottenere alcuni spazi dei quali non conosciamo le condizioni attuali nè i costi di mantenimento. Non è mai stato fatto cenno alle intenzioni dell’amministrazione rispetto alla funzione che quegli spazi avranno: ad oggi non è ancora chiaro se la biblioteca di via Birsa verrà spostata e ampliata, se la biblioteca verrà spostata solo parzialmente così come parte degli uffici comunali, se l’intenzione sia quella di trasferire l’ufficio tecnico così da liberare una struttura che potrebbe tornare alla sua originaria funzione di scuola, se nello spazio dovranno convivere scuola, museo civico, uffici e biblioteca. Non basta avere spazi, servono idee per come riempirli. Quello proposto è un piano commerciale che prevede cemento, parcheggi, la costruzioni di abitazioni e quella di una struttura commerciale. Verrebbe quasi da dire che Parabiago non è più la città della calzatura, ma la città dei supermercati. L’intervento ha un’impostazione vetusta, che nulla a che fare con la sostenibilità e le nuove tecniche di rigenerazione urbana, che farà dimenticare parte della storia industriale di Parabiago».

Le obiezioni delle opposizioni, però, sono state respinte al mittente dal sindaco Raffaele Cucchi, che ha sottolineato come il piano attuativo rispetti la soglia del 30% prevista dalle norme per il mantenimento del verde, che troverà spazio anche nelle aree pubbliche con piantumazioni in sede stradale. «Questo non è un piano commerciale, in quanto il rapporto tra residenziale e commerciale è inferiore di molto al massimo – ha aggiunto il primo cittadino, che non ha ribadito anche come le idee per il futuro dell’area al centrodestra non manchino e troveranno spazio nel programma elettorale -. L’afflusso di fruitori della nuova media struttura di vendita non potrà fare altro che portare nuovi clienti e nuova linfa vitale al commercio di vicinato: solitamente tutto ciò che porta gente porta vita e affari economici intorno a ciò che vi ruota intorno. Invece di decentrare la residenza sul verde, come è stato fatto come i vecchi piani regolatori, con interventi come questo stiamo riportando la popolazione verso il centro, perché è all’interno della città che ci sono i servizi».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Luglio 2020
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