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Parabiago, ecco come cambierà l’area ex Rede

Dopo il via libera al piano attuativo per l'area ex Rede di Parabiago, ecco le prime immagini di come cambierà volto il quadrilatero da 23mila metri quadri

riqualificazione area ex rede parabiago

Dopo il via libera del consiglio comunale di Parabiago alla proposta di piano attuativo per l’area ex Rede, ecco le prime immagini del nuovo volto che assumerà il quadrilatero da 23mila metri quadri tra via Vittorio Veneto, via F.lli Rosselli e via Randaccio dove ancora oggi si trova la storica azienda tessile specializzata in calzature, anche se in minima parte rispetto al passato.

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Per conoscere la proposta nei dettagli bisognerà aspettare il progetto vero e proprio, ma in base a quanto previsto dal piano attuativo è già possibile delineare la struttura di massima dell’intervento, che porterà nell’area ex Rede due nuovi edifici a torre con destinazione residenziale, rispettivamente da otto e dieci piani, un edificio commerciale, ovvero una media struttura di vendita, e un edificio adibito a pubblici esercizi come bar e ristorante.

Il cosiddetto edificio a ponte che “sovrasta” via F.lli Rosselli, inoltre, verrà ceduto dalla proprietà all’amministrazione comunale: l’immobile sarà destinato a servizi pubblici e farà anche da nuova casa al Museo gestito dalla Fondazione Carla Musazzi. Nell’area, poi, arriveranno nuovi parcheggi e una nuova piazza. Nei 12mila metri quadri della struttura potrebbero trovare casa anche una nuova biblioteca con spazi di lettura, cabine studio e laboratori adibiti ad incontri di gruppo, una nuova sala teatro, un teatro per bambini, una sala per la musica, uno spazio espositivo ed uno per le attività interattive e uno spazio per eventi pubblici, oltre ad un centro di assistenza per i servizi locali, lo sportello URP e gli uffici amministrativi correlati.

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L’approvazione al piano attuativo delle scorse settimane era comunque arrivata sotto il fuoco d fila delle opposizioni, che avevano puntato il dito contro il surplus di traffico causato dalle nuove attività commerciali, il poco verde e, in generale, una visione che poco ha a che vedere con sostenibilità e rigenerazione urbana.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 06 Agosto 2020
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