“La vera violenza è l’indifferenza”: il messaggio degli studenti di Legnano nel ricordo di Mauro Venegoni
Gli studenti del Bernocchi di Legnano hanno ricordato il partigiano di Legnano a 82 anni dalla sua morte
«Quali sono oggi i nostri campi di battaglia?» É la domanda lanciata da alcuni studenti dell’istituto bernocchi durante la commemorazione dell’82 anniversario della morte di Mauro Venegoni, che si è svolta domenica 25 ottobre a Cassano Magnago. Il suo esempio torna a interrogare le coscienze e a parlare alle nuove generazioni, riportando l’eredità della Resistenza nel presente e chiamando ciascuno a fare i conti con l’indifferenza.
La risposta è netta: «Tutti quei luoghi e quei momenti in cui vince l’indifferenza. Ogni volta che lasciamo che la violenza, sia fisica sia verbale, diventi una scorciatoia per ottenere qualcosa, nelle scuole, nelle piazze, nei bar. Ogni volta che pensiamo che nulla possa cambiare, che impegnarsi non serva, che davanti alle ingiustizie non ci sia nulla da fare».
Un messaggio che richiama la responsabilità collettiva di considerare la libertà un valore da difendere e praticare quotidianamente. Se Mauro Venegoni ha lottato perché le generazioni successive potessero essere libere, oggi spetta a tutti dare rispetto a quella libertà, attraverso le proprie scelte e il proprio impegno.
Alla commemorazione hanno partecipato circa 200 persone tra autorità, studenti e cittadini. «Mauro ha resistito alle torture e alla morte pur di non tradire i suoi ideali e i suoi compagni – ha ricordato il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, presente insieme a colleghi amministratori dei Comuni coinvolti – Ha messo la libertà, la giustizia e la dignità umana davanti alla propria vita, perché tutti potessero vivere in una democrazia fondata sull’uguaglianza».

«È proprio qui che il ricordo diventa responsabilità, perché questi ragazzi non ci hanno solo chiesto di ricordare Mauro, ma di raccoglierne il testimone. Oggi non ci sono più quei sentieri partigiani e quelle armi. Le battaglie si combattono con le parole, le idee, la partecipazione. Difendendo i valori della Resistenza e della Costituzione nella vita di tutti i giorni. Non voltandosi dall’altra parte. Non rinunciando a cambiare le cose», ha aggiunto il sindaco Radice.
I campi di battaglia di oggi sono dunque quelli in cui si sceglie di non essere indifferenti, di contrastare la violenza nelle parole e nei comportamenti e di difendere i propri valori senza arretrare di fronte alle ingiustizie. Una responsabilità collettiva che rende viva, anche nel presente, l’eredità della Resistenza.
In conclusione, il sindaco ha ringraziato l’ANPI di Legnano per aver reso possibili le commemorazioni degli anni passati e anche quella di quest’anno, rinnovando un momento di memoria e di riflessione. Alla cerimonia ha partecipato anche Giuliano Celin, vicepresidente ANPI Legnano, insieme ai rappresentanti delle sezioni ANPI di Legnano, Busto Arsizio e Cassano Magnago, dei sindaci dei comuni organizzatori, delle rappresentanze civili e militari, oltre a studenti e insegnanti delle scuole locali









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