Rombo di motori e palloncini in cielo. A Legnano l’ultimo saluto ad Andrea Carbone: “Sei il nostro angelo”
Tanti amici nella chiesa dei Santi Martiri di Legnano per il funerale del giovane morto nel tragico incidente a Uboldo. Il ricordo commosso della mamma e degli amici
«Sei il nostro angelo». Il sorriso di Andrea Carbone in una fotografia, tantissimi amici stretti attorno ai familiari affranti dal dolore e le moto fuori dalla chiesa per l’ultimo saluto al giovane di 20 anni morto nel tragico incidente stradale a Uboldo. Il funerale è stato celebrato oggi, sabato 31 ottobre, nella chiesa dei Santi Martiri di Legnano, nel quartiere dove Andrea era cresciuto, tra l’oratorio, la contrada, lo sport e le amicizie.
A raccontare Andrea sono stati soprattutto i suoi amici, attraverso i ricordi di una vita condivisa, fatta di campeggi, gite a Maniva, giornate insieme e tante risate. «Esistono persone rare, uniche, speciali: persone che non si limitano ad attraversare la nostra vita, ma che riescono ad entrarci così profondamente da diventare una parte di noi», ha ricordato un amico che lo considerava un fratello. «Io queste persone le chiamo angeli, angeli che abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo il nostro cammino. E tu, Andrea, per me e per tutti noi sei il nostro angelo». Perché, come ha sottolineato nel suo saluto, «il valore di una persona non si misura dal tempo che trascorre accanto a noi, ma da ciò che riesce a lasciare dentro di noi».

E di ricordi Andrea ne ha lasciati tanti, anche tra i banchi di scuola, dove con un compagno era diventato una coppia inseparabile, tra verifiche, pomeriggi trascorsi a giocare alla PlayStation invece di studiare e viaggi insieme. «Penso che uno dei momenti più belli che abbiamo vissuto insieme sia stata Lisbona: è stata una settimana indimenticabile», ha raccontato l’amico, ripercorrendo gli episodi più divertenti di quell’esperienza. «In questi anni ne abbiamo combinate tante insieme, ma proprio tante. Penso che potrei stare giorni a raccontare tutte le esperienze vissute e tutti questi momenti che in qualche modo restano con noi. Sicuramente ti vorranno bene anche lì».
Sogni e progetti che sono tornati anche nelle parole della mamma di Andrea, che si è rivolta direttamente al figlio: «Ciao amore mio, sono la mamma. Sarà difficile immaginare una vita senza di te: per tutti noi inizia un’altra esistenza, più buia e meno allegra». Ha ricordato il sorriso di Andrea, la sua gentilezza, le partite dell’Inter con il papà Vincenzo e la sorella Alessia, i pomeriggi in moto, la passione per il Giappone e i manga e l’entusiasmo per il lavoro. «Avevi tanti progetti, tanti sogni e ancora tanta vita da vivere. Papà, tua sorella ed io dovremo stringerci forte forte per affrontare tutto questo senza di te, che eri il nostro collante. Ora sei il nostro angelo: buon viaggio, Andrea, sarai per sempre nei nostri cuori».
Durante l’omelia, il sacerdote ha rivolto ai presenti un messaggio di speranza: «La morte non è l’ultima parola», ha ricordato, invitando tutti a trovare nella speranza cristiana e nel bene seminato da Andrea la forza per affrontare il dolore.
Il momento più commovente è stato all’uscita dalla chiesa, quando il feretro è stato accompagnato dal rombo delle moto e dalla musica, mentre i palloncini bianchi si alzavano verso il cielo.








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