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Data center nel Milanese, anche le sindache di Solaro e Paderno Dugnano chiedono nuove regole e maggiori poteri ai territori

Sono 52 i sindaci che hanno già firmato l’appello rivolto a Regione Lombardia e Governo. Al centro la pianificazione degli impianti, il consumo di suolo, le risorse energetiche e idriche e il ruolo dei Comuni

data center

Cinquantadue sindache e sindaci dell’area metropolitana milanese chiedono al Governo e a Regione Lombardia di rivedere le regole che disciplinano l’insediamento dei data center, per restituire ai territori strumenti concreti di pianificazione e maggiore capacità di incidere sulle decisioni.

L’appello, diffuso il 18 ottobre, porta la firma di amministratori di diversi orientamenti politici, tra i quali anche le sindache di Solaro Nilde Moretti e di  Paderno Dugnano Anna Varisco. Al centro la pianificazione degli impianti, il consumo di suolo, le risorse energetiche e idriche e il ruolo dei Comuni nelle decisioni

Verso la revisione della leggere regionale

Il documento riconosce il valore strategico di queste infrastrutture per l’economia digitale, ma sottolinea che il loro sviluppo non può prescindere dalla tutela ambientale e dalla qualità della vita delle comunità. Consumo di suolo, disponibilità di energia e acqua, gestione del calore prodotto dagli impianti e pressione sulle reti elettriche sono tra le questioni che, secondo i firmatari, devono essere affrontate prima di autorizzare nuovi insediamenti.

La richiesta principale è una revisione della legge regionale lombarda numero 11 del 2026, con il coinvolgimento diretto dei Comuni. I sindaci chiedono inoltre una pianificazione condivisa che coinvolga Città metropolitana e Province, alle quali dovrebbe essere attribuito un ruolo effettivo nel coordinamento delle scelte localizzative.

Il nodo dei poteri dei Comuni

Uno dei punti centrali dell’appello riguarda le competenze degli amministratori locali. I sindaci sottolineano di essere chiamati a rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, pur non disponendo sempre degli strumenti necessari per decidere se e dove realizzare queste infrastrutture.

Il quadro normativo nazionale, richiamato nel documento, prevede infatti un procedimento autorizzativo unico per i data center, nel quale l’autorità competente è individuata in base alle caratteristiche del progetto e alle competenze ambientali: per gli impianti di competenza statale interviene il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, mentre per quelli di competenza regionale decide la Regione.

I Comuni conservano le proprie attribuzioni urbanistiche, ma queste non equivalgono a un potere generale di veto su qualsiasi progetto. Per i firmatari, è quindi fuorviante attribuire esclusivamente alla volontà politica di un sindaco la possibilità di fermare un insediamento.

Da qui anche la solidarietà espressa agli amministratori che, nel dibattito sui data center, sono stati oggetto di attacchi personali. «Per proteggere davvero i territori bisogna cambiare le regole, non alimentare illusioni», si legge nell’appello.

Impatti cumulativi, acqua ed energia: le richieste alla Regione

I sindaci chiedono che la revisione normativa introduca criteri più chiari per individuare le aree idonee, una valutazione degli impatti cumulativi dei diversi impianti e misure di tutela delle risorse energetiche e idriche. Tra le questioni evidenziate figura anche il rischio di speculazione legato alle richieste di connessione alla rete elettrica, che in alcuni casi sarebbero molto superiori alla domanda effettiva di nuovi insediamenti.

Il documento sollecita inoltre compensazioni trasparenti per i territori interessati e una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte. L’obiettivo è superare una pianificazione frammentata, considerando che infrastrutture di queste dimensioni possono produrre effetti che vanno ben oltre i confini del singolo Comune.

La richiesta viene rivolta anche al Governo: secondo i firmatari, la revisione della legge regionale non sarebbe sufficiente senza strumenti nazionali di pianificazione capaci di coordinare le decisioni e garantire un ruolo effettivo alle amministrazioni locali.

Un appello trasversale, non un no ai data center

L’iniziativa riunisce sindaci di centrosinistra e centrodestra e punta a riportare il confronto sul terreno delle regole e della pianificazione, oltre le contrapposizioni politiche. Il documento non propone di bloccare in modo indiscriminato la realizzazione dei data center, ma chiede che i progetti siano valutati sulla base dei loro effetti e del contributo che possono offrire senza compromettere ambiente e qualità della vita.

L’appello metropolitano si inserisc in un confronto che riguarda da vicino anche il territorio del Saronnese come conciliare lo sviluppo delle infrastrutture digitali con la disponibilità di risorse, la sostenibilità ambientale e il diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che trasformano i luoghi in cui vivono.

La conclusione dei sindaci è un richiamo alla responsabilità condivisa: non fermare il futuro, ma governarlo attraverso regole più chiare, una pianificazione coordinata e strumenti che permettano ai territori di incidere davvero sulle scelte.

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Pubblicato il 21 Ottobre 2026
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