Conti in ordine e nuovi progetti. La Tela di Rescaldina è pronta a tessere nuove storie di legalità
Mentre è ormai alle porte la quarta edizione di "SosteneTela", l'osteria sociale La Tela continua a colorarsi di nuove sfumature di legalità
Dalla confisca alla ‘ndrangheta alla rinascita, passando per una chiusura, una pandemia e una crisi economica che nel 2023 aveva portato l’osteria ad un passo dal knock out. La Tela di Rescaldina è ancora lì, lungo la Saronnese, e oggi non si limita a resistere: torna a crescere e guarda al futuro con nuovi progetti, a partire da un percorso di formazione e inclusione lavorativa per ragazzi con disabilità. Un nuovo capitolo per l’osteria sociale del buon essere, nata per restituire alla comunità un bene sottratto alla criminalità organizzata e diventata negli anni molto più di un ristorante.
«Il Covid ci ha massacrato – spiega Giovanni Arzuffi, presidente della cooperativa che gestisce il locale, ripercorrendo gli anni più difficili della gestione -. Siamo ripartiti a dicembre 2019 e subito dopo è iniziata la pandemia. Nel 2023 eravamo sull’orlo della liquidazione coatta. Da allora, anche grazie al rapporto con l’amministrazione comunale, con Libera e con i fornitori che hanno capito l’importanza del nostro progetto e ci hanno sostenuto, abbiamo iniziato a registrare piccoli utili, diventati via via più consistenti».
Un risultato tutt’altro che scontato per una realtà che ha dovuto fare i conti non soltanto con le difficoltà della ristorazione, ma anche con i costi di gestione di una struttura con alle spalle diversi decenni di storia da raccontare. Oggi, però, il quadro è cambiato, e in seno al ristorante continuano a nascere nuovi progetti sociali e culturali.
La storia dell’osteria La Tela
Per capire il presente de La Tela bisogna tornare alle sue origini. L’osteria sociale del buon essere è nata sulle ceneri dell’ex Re Nove, locale sequestrato e poi confiscato alla ‘ndrangheta al timone del quale, attraverso una serie di prestanome, c’erano esponenti della locale di Mariano Comense. Nel 2011, poi, l’immobile era stato destinato al Comune di Rescaldina, che ha puntato sul progetto “Tutto il gusto della legalità” per farlo rinascere ottenendo da Regione Lombardia un finanziamento da 175mila euro.
Il momento buio dell’osteria sociale era durato poco più di un anno: poi a fine 2019 – dopo due bandi, il primo dei quali andato deserto – in paese era tornato “tutto il gusto della legalità” e il locale lungo la Saronnese aveva riaperto i battenti. Nessuno allora avrebbe potuto prevedere che un nuovo stop sarebbe arrivato solo qualche mese dopo, ma la pandemia aveva stravolto (anche) i piani de La Tela, creando non poche difficoltà ad un locale appena risorto, ancora una volta, dalle sue stesse ceneri. Anche una volta passata la parentesi dello “stop & go” per ristoranti e bar, però, La Tela aveva dovuto continuare a fare i conti con non poche difficoltà, tra quelle lasciate dagli strascichi della pandemia e i rincari, anche considerando che si tratta di un locale che ha ormai cinque decadi sulle spalle.
È lì che ha preso forma “SosteneTela”, versione made in Rescaldina della settimana della legalità che puntava a riaccendere i riflettori sull’osteria sociale, ormai un vero e proprio presidio che giorno dopo giorno ricorda alle mafie che restituire alla comunità quello su cui la criminalità organizzata ha messo le mani si può e si deve. Da allora sono già andate in scena tre edizioni della manifestazione e un’altra è ormai alle porte, mentre La Tela continua a colorarsi di nuove sfumature di legalità.
I nuovi progetti
Come “La Bottega del G(i)usto”, il nuovo temporary shop inaugurato nelle settimane scorse in via Legnano che mette in vetrina i prodotti di Libera Terra, nati sui terreni sottratti alle mafie, ma anche produzioni provenienti da cooperative sociali di inserimento lavorativo e da altre esperienze della cooperazione e dell’economia solidale. O “La stanza del che bello”, progetto che ha trasformato un locale non utilizzato dell’osteria sociale in un’opera d’arte grazie all’esplosione di colore disegnata dai ragazzi dell’associazione Team Down insieme alla maestra di arte Francesca Marianna Consonni.
E ora in rampa di lancio c’è una nuova iniziativa: “FormaTela”, un percorso di formazione rivolto a giovani con disabilità che prenderà il via nelle prossime settimane e coinvolgerà inizialmente quattro ragazzi, impegnati una volta alla settimana nelle attività dell’osteria in collaborazione con la cooperativa Insieme e grazie ad un contributo della Fondazione Vismara. L’idea è nata dall’esperienza di Zacky, un ragazzo inizialmente considerato inabile al lavoro che, dopo un anno tra i tavoli de La Tela, è riuscito a ribaltare il giudizio, al netto della sua disabilità.
«Siamo partiti da zero e oggi Zacky è considerato abile al lavoro perché qui ha imparato a fare delle cose – spiega Arzuffi -. Vogliamo offrire questa stessa possibilità a persone che altrimenti rischierebbero di rimanere tagliate fuori dal mondo del lavoro. Qui possono stare in mezzo agli altri, incontrare i clienti, imparare a svolgere delle attività. È una formazione sociale che può diventare anche un percorso verso il lavoro».
La forza de La Tela, insieme ai progetti, è la rete e l’apertura al territorio. «Dal punto di vista economico dobbiamo sempre stare attenti, ma è positivo vedere che sempre più realtà chiedono di collaborare con noi – sottolinea Arzuffi -. Ci sono associazioni che vogliono organizzare iniziative, gruppi che cercano uno spazio, persone che vengono e si trovano bene. La Tela è tutto questo: è faticoso, è difficile, ma dà soddisfazione».
«Non cambiare la destinazione d’uso è stata una chiara volontà – aggiunge il sindaco di Rescaldina Gilles Ielo -: questo locale avrebbe potuto trasformarsi in mille modi, ma in questo modo il messaggio che lancia è proprio quello di continuare a fare le stesse cose ma in piena legalità. Il volume delle attività che sono state sviluppate è veramente importante, va anche oltre le aspettative che avevamo inizialmente, ed è un buonissimo risultato dopo gli anni difficili che abbiamo vissuto».
E così, a undici anni dalla prima apertura e a quasi sette dalla seconda ripartenza, La Tela continua a fare quello per cui era nata: tenere aperte le porte di un bene restituito alla collettività. Con i tavoli apparecchiati, i conti che tornano finalmente a respirare e nuovi progetti che provano a dare un’opportunità anche a chi, altrove, rischierebbe di non trovarla.










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