La LIUC degli anni Duemila, un’università aperta sul mondo: “Qui è nata la voglia di fare impresa”
Prosegue il viaggio di LegnanoNews e VareseNews nei ricordi dei laureati LIUC, che il 14 ottobre festeggia 35 anni. Dopo le testimonianze delle prime matricole anni Novanta, ecco i ricordi di chi ha frequentato l'Ateneo negli anni Duemila
Nella foto di copertina un momento del graduation Day del 2010
Dalle esperienze internazionali ai primi passi nel mondo del lavoro, fino alle nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Prosegue il viaggio di LegnanoNews e VareseNews nei ricordi dei laureati LIUC di Castellanza, che il 14 ottobre festeggia i suoi 35 anni. Dopo le testimonianze delle prime matricole degli anni Novanta, questa volta a raccontarsi sono gli studenti che hanno frequentato l’Ateneo negli anni Duemila e nel decennio successivo.
Cambia la generazione, ma resta forte il legame con l’università. Nei racconti tornano le amicizie, le lezioni, le esperienze all’estero e il rapporto diretto con i professori. Soprattutto emerge l’immagine di un’università aperta sul mondo, capace di offrire occasioni di crescita personale e professionale, mantenendo uno stretto legame con il territorio.
Katjna Lo Giudice: “Creare ponti e non barriere”

Per Katjna Lo Giudice, 35 anni, di Milano, entrata alla LIUC nel 2010, l’università ha rappresentato molto più di un percorso di studi: «Un modo di essere, di vedere il mondo e di capirne le potenzialità. Creando ponti e non barriere, con uno sguardo al futuro e alla crescita sostenibile».
Un legame che prosegue ancora oggi attraverso il suo impegno nel consiglio direttivo di LIUC Alumni, un progetto al quale è particolarmente affezionata e che contribuisce a costruire una comunità aperta e collaborativa.
Guardando al futuro, immagina un Ateneo capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità: «Una LIUC ancora capace di accogliere nuove generazioni, incuriosendole e facendo sviluppare in loro il senso critico». Il suo auspicio è che l’università diventi sempre più un punto di incontro e confronto, una nuova «agorà» per il territorio, le istituzioni e il sistema Paese.
Alessandro Catalano: dalla LIUC a un’impresa nel marketing e nell’intelligenza artificiale

Alessandro Catalano, 31 anni, ha iniziato il suo percorso universitario nel 2017, studiando Marketing e laureandosi nel 2019. Della LIUC ricorda soprattutto la dimensione raccolta e il rapporto diretto con i docenti.
«È stata un’università a misura di studente. Era più facile conoscere le persone e costruire relazioni e contatti che potevano diventare occasioni di confronto e collaborazione anche dopo la laurea».
Tra i ricordi più vivi ci sono le lezioni del professor Serati, in particolare quelle di Competizione, mercati e politiche economiche, ma anche le tante ore trascorse in biblioteca e in aula studio, luoghi di concentrazione e condivisione.
Durante gli studi ha ricevuto una borsa di studio al merito della Fondazione Legnanese, consegnata nel novembre 2018 al Teatro Tirinnanzi, ed è stato inserito nella Dean’s List dei migliori studenti LIUC per l’anno accademico 2018-2019. Ha inoltre avuto l’opportunità di lavorare nella sede centrale di Tigros, avvicinandosi concretamente alle dinamiche del marketing aziendale.
Oggi è imprenditore e cofondatore di OIDA Labs, un’agenzia specializzata in marketing e intelligenza artificiale applicati alla sanità.
«Durante il mio percorso alla LIUC ho sviluppato la voglia di mettermi in gioco e di provare a costruire qualcosa in prima persona. Col tempo quella spinta è diventata il desiderio di fare impresa».
Catalano è tornato più volte in università per partecipare a incontri di divulgazione economica e scientifica, ritrovando un ambiente dinamico e attento ai temi dell’imprenditoria.
E nel 2061? «Mi immagino una LIUC ancora riconoscibile per la vicinanza tra studenti e professori, ma diventata un laboratorio aperto sul mondo». Un’università che sappia utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie senza rinunciare alla curiosità, al giudizio e alla responsabilità delle persone. «Spero che continui a insegnare non solo come fare impresa, ma anche a chiedersi quale impresa valga la pena costruire e quale impatto avrà sulle persone e sul territorio».
Alessandro Manca: da Sassari a Castellanza, con un’esperienza in Cina

Arrivato alla LIUC nel 2010, Alessandro Manca, 39 anni, di Sassari, ha studiato Economia e Management. Per lui gli anni universitari sono stati «una bellissima esperienza di vita e di crescita personale».
Tra le opportunità più significative ricorda la partecipazione a una Summer School in Cina, un’esperienza internazionale che ha arricchito il suo percorso formativo.
Oggi lavora come impiegato bancario. Tornando in Ateneo ha trovato ambienti curati e migliorati rispetto agli anni della sua frequenza. Per il futuro immagina «un’università sempre più innovativa, aperta al cambiamento e attenta alle opportunità del futuro».
Federico Marafante: «Una rampa di lancio e una famiglia di amici»
Per Federico Marafante, 43 anni, che ha iniziato a frequentare la LIUC nel 2002, l’università è stata «una rampa di lancio fondamentale e una famiglia di amici».
Poche parole che racchiudono due aspetti centrali dell’esperienza universitaria: le opportunità per costruire il proprio futuro e i rapporti personali nati durante gli studi.
Guardando ai prossimi 35 anni, Marafante immagina una LIUC ancora più internazionale e fortemente digitale.
Aurora Cesselli: le pause in sala ristoro e il primo contatto con il lavoro
Anche Aurora Cesselli, 44 anni, di Castellanza, conserva un ricordo positivo del suo percorso alla LIUC, iniziato nel 2001 a Economia Aziendale.
«Un periodo bellissimo del mio percorso di studi», racconta, ricordando in particolare le pause in sala ristoro, uno dei luoghi della quotidianità universitaria e delle relazioni tra studenti.
Durante gli studi ha svolto uno stage in L’Oréal, esperienza che le ha permesso di avvicinarsi al mondo professionale. Oggi lavora nel settore bancario.
Per il futuro immagina una LIUC sempre «all’avanguardia», capace di continuare a evolversi.
Un’università che guarda al futuro
Dalle prime esperienze internazionali ai percorsi imprenditoriali, le testimonianze raccolte raccontano una LIUC cresciuta insieme ai suoi studenti e sempre più proiettata oltre i confini del territorio.
A unire generazioni diverse è soprattutto l’idea di un’università che non sia soltanto un luogo di formazione, ma anche uno spazio di relazioni, opportunità e apertura verso il mondo. Un’identità che gli ex studenti auspicano possa accompagnare la LIUC anche nei prossimi 35 anni.
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