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Da Albizzate agli Stati Uniti, Seba Baby costruisce il suo futuro tra trap e drill

Il giovane rapper di Albizzate ospite di Chi l'avrebbe mai detto insieme al manager Giorgio racconta gli inizi, il lavoro notturno sui brani e un progetto musicale che punta sempre più all'estero

Generico 21 Sep 2026


Da Albizzate alla ricerca di una dimensione internazionale: Seba Baby racconta il suo rap a Radio Materia. A vent’anni Seba Baby ha già un’idea piuttosto precisa di dove vuole arrivare con la sua musica. Il giovane rapper di Albizzate è stato ospite insieme al manager Giorgio di Chi l’avrebbe mai detto, dove ha raccontato gli inizi, il lavoro in studio e la costruzione di un progetto che guarda sempre più anche fuori dall’Italia. Sullo sfondo c’è già un obiettivo importante: un album previsto per il 2027, pensato senza collaborazioni italiane e con la possibilità di coinvolgere artisti internazionali.

Il rapporto di Seba Baby con la musica comincia però molto lontano dalla trap e dalla drill che oggi rappresentano i suoi principali riferimenti. I primi ascolti arrivano in famiglia, grazie alla madre e alle canzoni di Vasco Rossi. Poi, intorno agli otto o nove anni, la scoperta del rap americano cambia tutto: 50 Cent con In da Club, Chief Keef con Love Sosa e I Don’t Like. In Italia sarà invece Sfera Ebbasta a consolidare definitivamente la sua passione per questo mondo.
Tra le tappe della sua formazione c’è anche Materia a Castronno, dove frequenta il corso di Lucio Perrone e comincia a muovere i primi passi nella musica.

Scrivere di notte e ascoltare poco per trovare il proprio suono

Oggi Seba Baby lavora con un metodo che si è costruito nel tempo. Va in studio una o due volte alla settimana e dedica molta attenzione alla selezione di barre e quartine, fino a trovare quelle che considera adatte al progetto. La scrittura arriva soprattutto di notte. Altre volte tutto parte da un freestyle improvvisato insieme alle persone con cui collabora, dal quale nasce uno spunto da sviluppare successivamente.

Curiosa anche la sua scelta di limitare il tempo trascorso ad ascoltare la musica degli altri. Seba Baby racconta di dedicare agli ascolti non più di un’ora al giorno: nella sua visione, immergersi troppo a lungo nei lavori altrui rischia di condizionare la propria creatività. I riferimenti restano soprattutto la trap, la drill e il rap statunitense. Nei testi trovano spazio storie di strada ed elementi legati all’immaginario “gangsta”, costruiti partendo da esperienze personali o da vicende vissute dalle persone che gli stanno attorno, poi rielaborate artisticamente. Tra i pezzi già pubblicati c’è Giochi sporchi, diventato uno dei brani di riferimento nelle esibizioni dal vivo, insieme a First day out.

Seba Baby: “Un artista non cambia, si evolve”

Accanto alla musica c’è un altro elemento che Seba Baby considera ormai indispensabile: l’immagine. La costruzione della sua identità artistica è un percorso iniziato diversi anni fa e portato avanti insieme a un gruppo di sette-otto persone, tra rapper, due produttori e il manager Giorgio. Social come TikTok e Instagram, ma anche Snapchat e X, sono parte integrante del lavoro. Non soltanto strumenti promozionali, ma luoghi nei quali costruire relazioni e dare continuità all’identità del progetto.

Il cambiamento avvenuto negli anni, secondo il rapper di Albizzate, non deve però essere letto come una rottura con ciò che c’era prima. «Un artista non cambia, si evolve», è il concetto espresso da Seba Baby durante l’intervista: crescendo cambiano esperienze, maturità e, inevitabilmente, anche ciò che finisce nelle canzoni. Seba Baby non si limita inoltre alla scrittura e all’interpretazione dei brani, ma segue direttamente la direzione artistica dei suoi progetti, dalle scelte musicali alla costruzione dell’immagine complessiva.

Il rapporto con Giorgio e quella ricerca continua della perfezione

Ad accompagnarlo c’è Giorgio, unico manager ufficiale all’interno del gruppo. Il loro è un rapporto molto stretto, nel quale i confini delle rispettive mansioni possono diventare elastici. Entrambi si definiscono dei “tuttofare” all’interno dell’etichetta e lavorano insieme alle decisioni artistiche e organizzative. Giorgio segue in particolare la programmazione degli impegni, le interviste, le serate e le esibizioni. Ma gestire Seba Baby significa anche confrontarsi con il suo perfezionismo.

Durante la puntata il manager ha ricordato il caso di un album che il rapper aveva praticamente concluso, salvo poi riaprirlo e modificarlo più volte. Dopo tre o quattro revisioni, Seba Baby ha deciso di cancellare il progetto e ricominciare da capo perché non era soddisfatto del risultato. Una testardaggine che può complicare il lavoro del manager, ma che l’artista considera parte integrante del proprio metodo: pubblicare soltanto quando è convinto fino in fondo del risultato.

Il progetto per il 2027 guarda fuori dall’Italia

Questa attenzione confluisce ora nel progetto più ambizioso. Seba Baby sta infatti lavorando a un album previsto per il 2027, per il quale immagina esclusivamente collaborazioni con artisti stranieri. Le connessioni vengono cercate e costruite anche direttamente online, soprattutto attraverso Snapchat e X, piattaforme che gli hanno permesso di entrare in contatto con artisti e ambienti musicali di Atlanta, Chicago e anche del Venezuela. Prima dell’album arriveranno nuovi singoli, tappe di un percorso che Seba Baby e il suo team stanno costruendo un progetto alla volta. Con Albizzate come punto di partenza e il rap internazionale come principale orizzonte di riferimento.

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Pubblicato il 23 Settembre 2026
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