Caffè sempre più caro. L’espresso in 11 città supera la soglia di 1,4 euro
Secondo i dati dell’Osservatorio Prezzi del Mimit, dal 2021 la tazzina è rincarata del 24,2%, circa 25 centesimi. E nella grande distribuzione cresce la spesa mentre calano le quantità acquistate
La pausa caffè diventa sempre più cara. Il prezzo medio di un espresso consumato al bar in Italia ha raggiunto 1,29 euro, con un incremento del 24,2% rispetto al 2021.
In poco più di cinque anni la tazzina è quindi aumentata di circa 25 centesimi, confermando una dinamica dei prezzi che non accenna ad arrestarsi. Dietro la media nazionale si nascondono forti differenze territoriali. Il divario tra i due prezzi estremi, minimo e massimo, raggiunge 45 centesimi.
Sono inoltre 11 le città italiane dove il prezzo medio ha ormai superato la soglia di 1,40 euro. La corsa non riguarda soltanto il bancone del bar.
I dati della Commissione di allerta rapida del Mimit mostrano che già nei primi due mesi del 2025, nella distribuzione moderna, il valore delle vendite di caffè era aumentato del 18,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i volumi erano diminuiti del 2,1%.
Per il caffè normale l’incremento in valore raggiungeva il 19,5%, a fronte di un calo delle quantità del 2,4%. Un andamento che racconta con chiarezza l’effetto dei rincari: le famiglie spendono di più, ma acquistano meno.
Nel febbraio 2025, inoltre, l’indice dei prezzi al consumo del segmento “caffè” risultava in crescita del 18,3% su base annua, mentre l’intera categoria “caffè, tè e cacao” segnava +16,2%.
A spingere i listini, secondo il rapporto, sono soprattutto l’aumento delle quotazioni internazionali di Arabica e Robusta, le condizioni climatiche sfavorevoli nei principali Paesi produttori, le tensioni logistiche e i maggiori costi energetici e di gestione. Il risultato arriva fino al bancone. Quello che per decenni è stato uno dei consumi quotidiani più accessibili degli italiani si avvicina sempre più, in molte città, alla soglia di un euro e mezzo










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