Nuova vita ai mulini storici: approvata la legge regionale per il recupero e l’energia pulita
Stanziati 600mila euro nel triennio per valorizzare gli oltre 700 mulini lombardi. Il progetto punta su turismo, memoria storica e creazione di comunità energetiche rinnovabili
Non solo testimoni di un passato rurale, ma motori di un futuro sostenibile. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi la legge “Disposizioni per la valorizzazione e il recupero dei mulini storici”, un provvedimento organico che mira a salvare e rilanciare un patrimonio censito in 708 strutture su tutto il territorio regionale.
Un potenziale tra cultura ed energia
La legge, presentata dalla prima firmataria Alessandra Cappellari (Lega) e illustrata dal relatore Andrea Sala (Lega), si pone l’obiettivo di trasformare questi edifici — molti dei quali risalenti al Medioevo — in opportunità concrete per il territorio.
Le direttrici principali dell’intervento sono:
Censimento e Recupero: Una prima fase dedicata alla mappatura delle strutture (concentrate soprattutto nel milanese e nelle province di Lecco e Monza-Brianza) seguita da contributi per la ristrutturazione.
Turismo e Itinerari: L’integrazione dei mulini in percorsi storici regionali con l’adozione di un marchio identificativo.
Autonomia Energetica: La riattivazione delle pale per la generazione elettrica, incentivando la nascita di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Le novità: premi e una settimana dedicata
Per coinvolgere cittadini e studenti, la legge istituisce la Settimana Regionale dei Mulini Storici, che si terrà nella terza settimana di maggio in concomitanza con le Giornate Europee. Sono previsti laboratori per le scuole, visite guidate e l’istituzione di un premio regionale per le migliori progettualità di recupero.
Risorse e dichiarazioni
Per il triennio 2026-2028 è stato previsto uno stanziamento iniziale di 200mila euro l’anno.
“Questa legge trasforma un patrimonio dimenticato in un’opportunità concreta per il futuro” ha dichiarato Alessandra Cappellari.
“Vogliamo garantirne la sopravvivenza fisica e riattivandone il potenziale culturale, turistico ed energetico” ha aggiunto il relatore Andrea Sala.
Il provvedimento ha ricevuto un ampio consenso in aula, con il supporto espresso da diversi schieramenti politici (PD, FdI, Forza Italia, Lombardia Ideale, Noi Moderati), a conferma del valore trasversale della tutela delle radici produttive lombarde.






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