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Rescaldina, La Tela riparte da sicurezza e “Cultura d’asporto”

La riapertura è prevista per lunedì 25 maggio, ma intanto La Tela ha già lanciato il progetto "Cultura d'asporto" con teatro, musica e concerti sui social

La Tela Rescaldina

Ancora qualche giorno per preparare il locale, e da lunedì 25 maggio La Tela di Rescaldina è pronta a riaprire i battenti.

In questi mesi il lockdown imposto dalle norme dettate dal Governo e dalla Regione per contenere l’emergenza sanitaria ha fermato anche l’attività dell’osteria sociale, tornata da pochi mesi ad accogliere clienti e pubblico dopo lo stop di luglio 2018, ma il locale sulla strada Saronnese si sta riorganizzando per ripartire in sicurezza. «Le linee guida della Regione sono arrivate solo domenica sera e c’erano diversi aspetti che richiedevano chiarimenti – spiega Giovanni Arzuffi, consigliere di amministrazione della coopertativa La Tela che insieme alla cooperativa Meta gestisce il locale -: per questo, ci siamo presi qualche giorno in più per organizzarci. Il nostro personale sta frequentando un corso online con il responsabile della sicurezza per poter tornare al lavoro nel rispetto di quanto previsto dalle norme e questa settimana, inoltre, è prevista la sanificazione del locale».

L’impatto del lockdown si è fatto sentire anche per l’osteria sociale, ma le conseguenze economiche sono state tutto sommato arginate senza troppi problemi, dando anche una mano ai dipendenti che sono tuttora in attesa dell’erogazione degli ammortizzatori sociali previsti per le cooperative sociali. Il punto di domanda, però, rimane il numero di clienti su cui La Tela potrà contare dopo l’apertura: bisognerà fare i conti, oltre che con i coperti dimezzati, anche con i timori della gente. «Quando abbiamo dovuto fermarci eravamo in crescita: i clienti stavano aumentando e anche gli incassi si stavano assestando su buoni risultati – continua Arzuffi -. Certamente lo stop ci ha penalizzati, ma non ne abbiamo sofferto eccessivamente dal punto di vista economico: fortunatamente non abbiamo i costi dell’affitto e le uniche spese che abbiamo dovuto affrontare sono quelle relative alla corrente elettrica. La nostra preoccupazione, ora, è quella di capire se la gente tornerà ad uscire o avrà paura: per il mezzogiorno siamo più tranquilli, dal momento che le attività produttive sono ripartite e i lavoratori che venivano a pranzo torneranno ad avere bisogno di un posto dove mangiare, ma bisognerà capire se le persone torneranno ad uscire la sera».

La voglia di ripartire comunque non manca, e in attesa di capire se e quando alcune delle iniziative lanciate potranno riprendere da dove si erano interrotte La Tela ha lanciato il progetto “Cultura d’asporto”, che porta sulla pagina Facebook del locale teatro, concerti, interviste e approfondimenti. Si parte proprio dal teatro, con Alberto Dell’Acqua che già da oggi, martedì 19 maggio, presenta per “prove aperte” il monologo di Roberto Bianchi “Un lògo solo”. Mercoledì 20 maggio, poi, in collaborazione con l’Ecoistituto della Valle del Ticino, è in programma l’intervista a Paolo Pasi per la presentazione del suo libro “Pinelli, una storia”. Spazio alla musica sabato 23 maggio con il concerto in diretta degli Shape, gruppo che propone musica rock riarrangiata in rigorosa versione acustica con delle incursioni etniche e martedì 26 maggio si torna a teatro con la rappresentazione di “Le storie dell’alcova di Lady Onogoro” di Alison Fell. Ancora, sabato 30 maggio la giovane musicista Silvia Landonio presenta un miniconcerto di chitarra classica e in calendario ci sono anche il monologo “Meringa” di Roberto Bianchi con Gianni Iuliani e “La zattera”, racconto tratto da “Sogno in due tempi” di Gaber e Luporini.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 19 Maggio 2020
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