Nuova giornata di tensioni nel centro di Milano, dove domenica 18 ottobre gruppi di giovanissimi sono tornati a colpire negozi e attività commerciali, a meno di 24 ore dagli scontri del giorno precedente. Vetrine infrante, locali saccheggiati e oggetti lanciati contro le forze dell’ordine hanno segnato un’altra giornata difficile per il capoluogo lombardo.
Nel pomeriggio oltre 50 persone spono state accompagnate in Questura. Il bilancio è poi salito a 160 giovani portati negli uffici di polizia entro le 19, circa l’80% dei quali minorenni. Alcuni erano già stati identificati il giorno precedente.
Tra le zone interessate dagli episodi figurano via Torino e l’area di Cordusio, dove sono stati segnalati danneggiamenti e saccheggi in diversi esercizi commerciali, oltre a episodi lungo corso Garibaldi. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati sedie, tavolini e transenne per colpire le vetrine. Le forze dell’ordine sono intervenute con lacrimogeni e idranti. La Galleria Vittorio Emanuele è stata blindata e il Duomo è stato chiuso anticipatamente ai turisti.
Meloni convoca il vertice sulla sicurezza
Dopo gli episodi registrati nel fine settimana a Milano e in altre città italiane, tra cui Torino e Bologna, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato un vertice sull’ordine pubblico.
Nel frattempo, sul tema della gestione della sicurezza si è aperto un confronto tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Sala ha espresso dubbi sull’adeguatezza delle forze disponibili in città, mentre Piantedosi ha criticato quella che ha definito una tendenza a richiamare le responsabilità dello Stato senza condannare in modo netto i violenti.
Fontana: «Pugno duro nel rispetto della legge»
Dura la presa di posizione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che sui social ha condannato quanto accaduto nel centro di Milano.
«Sciacalli, ladri, violenti. Vetrine sfondate, negozi saccheggiati, monumenti storici deturpati. Le immagini che arrivano dal centro di Milano sono immagini di razzie, non di manifestazioni studentesche», ha scritto Fontana.
Il governatore ha chiesto che alle forze dell’ordine siano garantiti gli strumenti necessari per intervenire con fermezza e ripristinare la sicurezza. «Bisogna reagire con il pugno duro, nel rispetto della legge. Le nostre città non possono essere ostaggio di questi delinquenti», ha concluso.
Una condanna netta degli episodi di violenza, mentre resta aperto il dibattito sulle ragioni delle proteste e sulla necessità di distinguere chi manifesta pacificamente da chi commette danneggiamenti e saccheggi. Anche esponenti dell’opposizione hanno condannato le violenze, richiamando però l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali che alimentano il malcontento.
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