Due milioni alla LIUC per nuovi laboratori di ricerca per le imprese: un primo passo verso MILL
Open Lab è un primo tassello per l'hub del saper fare destinato a nascere vicino alla Liuc. Sulle tempistiche è intervenuto Il presidente di Confindustria Varese Luigi Galdabini in occasione dei 35 anni dell'ateneo: "La parte software c'è già"
MILL esiste già. A fare il punto sull’hub del saper fare, destinato a diventare la nuova sede di Confindustria Varese, è il presidente dell’associazione degli industriali, Luigi Galdabini. «La sua presenza fisica non c’è ancora – afferma –, ma MILL non è solo un’opera infrastrutturale, quindi immobiliare. Ci sono due anime: una parte software e una parte hardware». Quella già viva è l’anima software.
«MILL rappresenta uno dei pilastri del piano strategico Varese 2050 di Confindustria Varese Varese 2050 e lo stiamo perseguendo con molta determinazione – assicura Galdabini –. La parte software è pienamente partita e consiste nel portare il più possibile le imprese all’interno dell’università e anche viceversa, in modo che i ragazzi possano crescere e formarsi sviluppando le competenze di cui abbiamo bisogno, ma anche per dare loro una chiave di lettura di quello che è il mondo industriale».
Più lunghi, invece, i tempi per la realizzazione delle strutture all’interno degli spazio non ancora riqualificati della ex Cantoni di fianco all’università. «Per quanto riguarda la parte infrastrutturale siamo un po’ più indietro, perché naturalmente richiede anche tempi diversi – spiega il presidente –. Stiamo lavorando con il sindaco e con l’amministrazione comunale, abbiamo fatto presente le nostre esigenze e spero che in un periodo medio-breve si possa iniziare a mettere qualche mattone».
L’obiettivo finale è creare un acceleratore di imprenditorialità, mettendo in relazione università, imprese, giovani talenti, startup e mondo della formazione, nuovi corsi ITS compresi.
Un primo passo concreto verso la realizzazione di MILL è però già arrivato con il finanziamento regionale ottenuto dalla LIUC per il progetto Open Lab. L’università di Castellanza si è infatti aggiudicata il bando di Regione Lombardia per la realizzazione di infrastrutture di ricerca e trasferimento tecnologico, ottenendo un contributo di due milioni di euro. Le risorse consentiranno di riqualificare alcuni spazi dell’ateneo non ancora recuperati, nell’area dell’aula Bussolati e nella parte sottostante lo studentato, per realizzare laboratori dedicati ad attività di ricerca strettamente collegate al mondo delle imprese.
Un intervento che si inserisce pienamente nella missione di MILL, pensato proprio per rafforzare il legame tra università, ricerca e sistema produttivo. La realizzazione dell’Open Lab rappresenterà quindi una prima tappa del percorso, ponendo le basi per il successivo sviluppo del progetto di Confindustria Varese, che prevede anche la nuova sede dell’associazione all’interno del polo universitario. Su questo fronte resta aperta l’interlocuzione con il Comune di Castellanza. La sindaca Cristina Borroni, senza sbilanciarsi sui tempi, conferma che il confronto con Confindustria è ancora in una fase interlocutoria.
Le parole di Galdabini arrivano in occasione delle celebrazioni per i 35 anni della LIUC, che ha festeggiato l’anniversario della sua fondazione mercoledì 14 ottobre. Un’occasione per guardare anche al futuro dell’università e al ruolo che continuerà ad avere per il tessuto economico del territorio.
«La LIUC, dopo 35 anni, è l’asset, l’investimento principale che abbiamo all’interno della nostra compagine – conclude Galdabini –. È fondamentale per la formazione dei ragazzi e quindi per la nostra competitività. Ma non dobbiamo dimenticare che l’università è anche un’impresa essa stessa ed è il principale investimento di una comunità di imprenditori nell’alta formazione in Italia».
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