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Omicidio Maltesi, Davide Fontana condannato all’ergastolo nell’appello ter

La Corte d'Assise d'Appello di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla premeditazione nel terzo processo di secondo grado per l'omicidio Maltesi, ha condannato Fontana all'ergastolo

omicidio carol maltesi

Davide Fontana condannato all’ergastolo nell'”appello ter” per l’omicidio della ex compagna e vicina di casa Carol Maltesi, la 26enne uccisa e fatta a pezzi a gennaio 2022 in una casa di corte in via Melzi a Rescaldina. Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla sussistenza dell’aggravante della premeditazione nel terzo processo di secondo grado, dopo che per due volte la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna.

L’omicidio di Carol Maltesi

Quando è stata uccisa Carol Maltesi si era trasferita da poco meno di un anno a Rescaldina, andando a vivere in quella casa di corte dove poco dopo sarebbe andato ad abitare anche il 44enne, l’uomo che sarebbe diventato il suo carnefice. Lui stesso lunedì 28 marzo 2022, ad oltre due mesi dalla morte della donna, si era presentato dai Carabinieri offrendo informazioni che da subito erano risultate contraddittorie agli occhi degli inquirenti rispetto a quanto emerso fino a quel momento dalle indagini. Sottoposto ad una serie di contestazioni, Fontana aveva finito per confessare l’omicidio e l’occultamento del cadavere, prima conservato in un congelatore appositamente acquistato e poi, una volta fatto a pezzi, gettato in un dirupo di montagna in Valcamonica dopo un primo tentativo di bruciarlo in un barbecue.

Il processo

A fine ottobre 2022, poi, era iniziato il processo di primo grado a suo carico e la Corte d’Assise, dopo aver ascoltato i testimoni, i consulenti e lo stesso imputato, aveva deciso di accogliere la richiesta di perizia psichiatrica che i legali dell’uomo avevano avanzato fin dall’apertura del dibattimento nonostante l’opposizione della Procura e delle parti civili: perizia che aveva messo nero su bianco la capacità di intendere di volere di Davide Fontana, per il quale la Procura aveva poi chiesto l’ergastolo con due anni di isolamento diurno e totale. La difesa, invece, aveva chiesto di escludere le circostanze aggravanti, concedere le attenuanti generiche e applicare all’imputato la pena della reclusione nei minimi previsti dalla legge.

In primo grado la Corte d’Assise di Busto aveva condannato Fontana a 30 anni escludendo le aggravanti della premeditazione, delle sevizie e dei motivi abietti e futili, ma la condanna davanti alla Corte di Appello di Milano era poi passata da 30 anni all’ergastolo. L’ergastolo, finito più volte anche al vaglio della Cassazione, è stato poi confermato anche nell’appello bis e oggi, mercoledì 16 settembre, nell’appello ter.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 16 Settembre 2026
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